
Articolo di: Angelo Miatello
Pubblicato il: 26.02.2007
In breve:
La mostra è una rassegna ben studiata che offre una selezione mirata delle più importanti opere scultoree della Peggy Guggenheim e vuole introdurre alle giovani generazioni le tematiche portanti della cultura dell'arte del '900.
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Verona, 25 febbraio 2007 (dal nostro inviato A. Miatello). Si consolida l'attività culturale e formativa della Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia con la mostra didattica promossa dalla Fondazione Cariverona presentata alla stampa sabato 24 febbraio da Fausto Sinagra, direttore generale della Fondazione, e da Philip Rylands direttore del Museo Guggenheim. Innovativa, rispetto ad altre iniziative di ricchissime Fondazioni bancarie che mirano più all'immagine "al farsi belle" che alla crescita dei giovani, piuttosto refrattari ai musei. Con grande lungimiranza e sagacia
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E' da segnalare che l'adesione dei docenti e delle classi delle scuole primarie e secondarie ha superato ogni previsione degli organizzatori: il numero degli insegnanti che hanno aderito e delle prenotazioni per le scolaresche è triplicato rispetto al previsto.*
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Il primo incontro si è svolto il 13 febbraio scorso (scuole primarie) mentre il secondo incontro che avverrà il 13 marzo è dedicato alle scuole secondarie.
"Le prenotazioni sono già tantissime anche perché, oltre a un'iniziativa di indiscusso valore,
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La mostra è una rassegna ben studiata che offre - come sottolinea il direttore Rylands - "una selezione mirata delle più importanti opere scultoree della Peggy Guggenheim e vuole introdurre alle giovani generazioni le tematiche portanti della cultura dell'arte del '900". Il percorso espositivo è stato curato da Luca Massimo Barbero. Si sviluppa in relazione alle scelte della stessa Peggy Guggenheim nelle vicende della scultura attraverso la prima metà del XX secolo, secondo alcune linee tematiche e figure fondamentali che ne hanno segnato momenti cruciali di passaggio e ricerca. "Sono state scelte quelle opere che indagano tra la figura (umana e animale) e lo spazio, che prende le mosse dalle sperimentazioni plastiche tardo-ottocentesche legate agli influssi dell'atmosfera sui lineamenti, alla metaformica idealità della ricerca surreale, per giungere alla scarnificazione della forma caratteristica degli anni cinquanta e alle ricerche vitali, e a noi prossime, della nuova scultura, che ha origini negli anni sessanta sino all'oggi. Ma ci sono anche quelle sculture - come lo stesso Barbero sottolinea - "che più si avvicinano ad un'arte astratta con straordinari esempi di invenzione e poetica, i quali hanno origine anch'essi agli albori del secolo appena trascorso sino ai nostri giorni."
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Il percorso studiato dal curatore Barbero si apre con un excursus su "Ritratti e simboli tra Ottocento e Novecento", con Bacco di Vincenzo Gemito, al ritratto Ecce Puer di Medardo Rosso, all'idealizzazione di Adolfo Wildt L'anima e la sua veste, si passa per "Figura e astrazione nella scultura delle avanguardie", con il Pierrot seduto di Jacques Lipchitz, la Corona di germogli di Jean Arp, in cui "il riferimento di matrice organica diviene allusivo anche della figura umana", con Donna che cammina di Alberto Giacometti, confrontata con la Donna che cammina di Reg Butler che "trova una propria espressione nell'articolazione di uno scheletro di fili metallici, che come disegni nello spazio propongono una fusione di forme organiche e meccaniche, dando vita a un corpo svuotato che è immagine della sofferenza portaa dalla tragedia bellica." La terza sezione della mostra contempla "Figura e creatura tra pieni e vuoti della forma", dove vengono posti in rilievo le due sculture di Henry Moore Figura sdraiata che "si ispira all'iconografia della divinità maya Chacmool ed è anche caratteristica dei sarcofagi etruschi" e Gruppo di famiglia che ripropone la tradizionale iconografia medioval-rinascimentale della Madonna con bambino, "ieraticamente variata da riferimenti alla statuaria egizia". Non solo la figura umana viene presa in considerazione dalgli artisti. Mirko Basaldella, per esempio, in Insetto e fiore "li raffigura in una configurazione totemica e archetipica, assumendo un'identità quasi mostruosa, con soluzioni di matrice surrealista e caratteristiche del postcubismo coevo". Con questa ambivalenza vengono esposti anche Caprone di Luciano Minguzzi, Biga di Fritz Koenig, Cane cinese 2 di Edoardo Paolozzi che "combina semplificazione e scarnificazione della figura". "Il risultato si configura nei termini di una sorta di decomposizione e consumazione, quasi grottesca, dei contorni setssi dell'immagine". Nella quarta ed ultima sezione con "Sviluppi e aperture" la mostra si chiude con un gruppo di opere che esemplificano alcune delle aperture che nei successivi decenni troveranno sviluppo e seguito nelle vicende dell'indagine plastica. Sono state scelte per l'appunto L'uomo nella ragnatela di César, "costituito da rottami metallici recuperati dalle discariche e saldati, e imprigionato da una ragnatela che è immagine solida e presente delle costrizioni dell'esistere", la Sfera n.4 di Arnaldo Pomodoro, l'Ipercubo Plixiglas di Manfredo Massironi e Sfera di Franco Costalonga "affascinanti oggetti dinamici e plastici costruiti 'intorno' alla poetica della perdita necessaria del 'romanticismo' dello scolpire".
La mostra si chiude con un progetto eseguito da Giuseppe Spagnulo, Modellino per i cancelli della Collezione Peggy Guggenheim, nel quale vengono riproposti come precisa Barbero - "i temi della concentrazione dell'energia e della contraddizione della dinamica gravitazionale che costituiscono i fondamenti del suo lavoro". Un modo come un altro per dimostrare attraverso quest'opera di recente esecuzione (2003) "che ci riporta al punto di partenza". Le infinite possibilità della ricerca plastica sono qui rappresentate e spiegate nel catalogo da saggi introduttivi di Sileno Salvagnini e Francesca Pola, che ne ripercorrono i momenti salienti che hanno contribuito alla crescita del patrimonio artistico di Peggy Guggenheim Collection di Venezia.
La mostra "Peggy Guggenheim: un amore per la scultura" rimane aperta tutti i giorni dalle 9 alle 18.
I gruppi scolastici e non possono prenotare la visita guidata telefonando al n. 045 8057426. Il sabato e la domenica sono previste delle visite guidate per adulti alle ore 11 e alle 16, senza bisogno di prenotazione.
*Ciò significa che il trasporto e il costo del biglietto (cioè la spesa che ne consegue per andare in un museo) possono essere un deterrente per non far "amare l'arte ai più giovani".