
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 30.05.2007
In breve:
Una commissione speciale di controllo vaglierà costi e ritardi del ponte dell'architetto catalano Calatrava. Lo ha deciso il consiglio comunale, prima di interrompersi per mancanza del numero legale quando si è trattato di discutere del nuovo regolamento sugli artisti di strada (vi ricordate? A Venezia gli artisti di strada possono trasferire ai loro eredi il mestiere e di conseguenza lo spazio).
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Venezia, 29 maggio 2007. Una commissione speciale di controllo vaglierà costi e ritardi del ponte dell'architetto catalano Calatrava. Lo ha deciso il consiglio comunale, prima di interrompersi per mancanza del numero legale quando si è trattato di discutere del nuovo regolamento sugli artisti di strada (vi ricordate? A Venezia gli artisti di strada possono trasferire ai loro eredi il mestiere e di conseguenza lo spazio). Il sindaco ha di fatto accolto la mozione presentata dalla Casa delle libertà, su iniziativa del consigliere leghista Alberto Mazzonetto (forse il più intelligente dell'opposizione). Spetterà dunque alla giunta comunale, ora, nominare l'organo di controllo che dovrà fare chiarezza su dieci anni di perditempo.
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La discussione sul quarto ponte sul Canal Grande era uno dei punti all'ordine del giorno del Consiglio comunale. Il mondo intero guarda da lontano quello che i veneziani non sanno fare. Cacciari ha riepilogato tutte le fasi della vicenda, ribadendo la correttezza dell'operato dell'amministrazione comunale e degli uffici tecnici, ma anche tornando a smentire quanto affermato alcuni giorni fa dall'ex sindaco Paolo Costa. Che, cioè, il ponte fosse pronto per il varo già nella prima metà del 2005. Il sindaco ha poi voluto precisare come da parte del Comune non vi sia mai stata alcuna rimostranza nei confronti dello studio di Calatrava e del progettista stesso, ma è tornato a sottolineare le responsabilità della ditta che ha vinto l'appalto,
Pantalone ormai è abituato a queste storie. Anzi ci beve sopra ma ritorna sempre a casa sbronzo. "Io lo sapevo che i venexiani i se fa imbrognare da quei che gha le macchine col turbo...". "Ma cosa dici - gli ribatte l'oste, anche lui un po' brillo - brontolon che non sei altro, non te vedi che i xe tutti della stessa pasta, solo noialtri semo i ochi".
Ed assieme si incamminano verso la scalinata che porta sul piazzale Roma e per poco non s'infilano lo scorrimano sul pancione da quanto è affilato e basso. Veramente brutto questo scorrimano con i cavi d'acciaio saldati e fissati con nastro adesivo. L'assessore al decoro non se n'è ancora accorto. E chissà quanto sarà costato?