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Alghero Design - Alguer Design: un nuovo corso di Laurea in Design nella prima facoltà di architettura della Sardegna

Manlio Brusatin
 
Alghero, 27 luglio 2007 (dal nostro corrispondente Manlio Brusatin). Una barca dura la vita minima di un uomo, "trenta anni", una casa la vita massima di un uomo, "cento anni", un oggetto, un oggetto non particolare di affezione dura cento e cinquant'anni, forse di più. Questo diceva un grande designer da poco scomparso, Vico Magistretti.
La parola design significa "progetto" e il design era all'origine una semplice carta quadrettata e disegnata che serviva ai tessitori per tessere il disegno di un tessuto o di un tappeto. Ora il termine "design" è una delle poche parole inglesi che ha un significato assolutamente italiano. Il design si è liberato da tempo dall'aggettivo industrial che ha assunto un carattere limitativo attribuito esclusivamente all'industria e al mercato. Ora l'oggetto di design si amplia in tutta una dimensione emozionale, e senza dimenticare la funzione e l'uso, passa attraverso un flusso di comunicazioni, coinvolgendo il soggetto progettista che mette in gioco l'ideazione verso un'utilità che piace o una qualità utile. Qui etica ed estetica vanno insieme, siglando gli oggetti di gusto più che quelli di esibizione o di lusso.
Walter Benjamin, all'inizio dell'era atomica, aveva messo in evidenza come l'opera d'arte fosse entrata nell'"epoca della riproducibilità" considerando la fine dell'originalità e unicità dell'oggetto d'arte tradizionale. Ora invece il prodotto nell'"epoca della comunicazione" sta sempre più riprendendo, nella sua possibile replicazione, un concetto che rimette insieme soggetto/ progetto/oggetto soprattutto davanti all'emergente mercato della dell'imitazione e del falso, dove ideazione, qualità, sostanza sono sottratte. Questo coinvolge principalmente i prodotti di lusso che in realtà di lusso non sono mancando spesso anche di gusto. Nel processo di falsificazione vengono abilmente truccati tre aspetti della qualità dell'oggetto: l'autore, la materia e l'opera. Il marchio fasullo diventa poi la consacrazione del falso autentico.
All'artigianato tradizionale, a quello della Sardegna in particolare, è sempre stata accordata la nobiltà del prodotto artistico, ma l'artigiano stanziale che produce oggetti di alta qualità esclusivamente nella propria bottega finisce biologicamente per estinguersi, come una specie protetta che però non si riproduce.
Il design italiano ormai da molti anni, partendo dalla grande tradizione artigianale è riuscito proporsi nel mercato senza rinunciare all'inventiva e alla qualità. Grazie alla collaborazione intensa tra architetti-artisti e industriali-artigiani, è stato felicemente creato l'oggetto moderno di design italiano che guardava al gusto delle grandi arti soprattutto di fronte al cattivo gusto, al kitsch, che si stava imponendo in gruppi e società che rinunciavano progressivamente alla loro cultura di tradizioni e di valori significanti. Senza dire che con il design le capacità tanto italiane dell'allestimento e dell'istallazione hanno reso le arti visibili, soprattutto fuori dai luoghi di deportazione dell'arte
Certo anche l'artigianato post industriale si è trasformato, molto spesso rincorrendo l'industria e il mercato senza risultato, oppure sopravvivendo con l'eroismo del singolo artigiano il quale non può nemmeno attingere a sovvenzioni e a finanziamenti regionali perché non ha nessun altro aiutante al di fuori di sé. Ciò significa che un determinato sapere scompare se non può venire trasmesso. Il design può intervenire in un una fase postindustriale, meglio, in una seconda modernità, riportando il soggetto e l'oggetto a un valore qualitativo che può essere riapprezzato nell'intelligente lavoro speso soprattutto ora, anche con macchinari sofisticati che tagliano il marmo come il corallo e il metallo con un filo di acqua o di luce, senza ricorrere alla fatica di fabbri, scalpellini e orafi che hanno perso gli occhi e la salute.
Le scuole di design hanno senso rinnovato e strategico nelle aree e nelle regioni, in particolare la Sardegna, dove la comunicazione di intrinseci valori dovrà guidare piuttosto che sentirsi subordinata a un turismo che necessariamente deve dirigersi nel rispetto delle qualità ambientali oltre che tradizionali, restituendo il merito a chi di un prodotto d'arte conserva nel luogo il sapere e la volontà di trasmetterlo con la necessaria manualità, considerata sempre più una consapevole attività dello spirito.
Il convegno ALGUER/DESIGN ha avuto lo scopo di tenere a battesimo il corso di laurea in design, il primo in Sardegna, il quale si affianca ai corsi di laurea di architettura e pianificazione, già esistenti. Hanno partecipato autorità storiche del design in Italia, come Tobia Scarpa e Dino Gavina, i presidenti di istituzioni altrettanto storiche: Davide Rampello della Triennale di Milano e Carlo Forcolini dell'ADI, oltre ai presidi e docenti delle attuali Facoltà di Design attive in Italia, come Alberto Seassaro per Milano, Medardo Chiapponi per Venezia, Hans Höger per Bolzano, a questi si sono affiancati rappresentanti dell'arte e della moda, che saranno presenti nella nuova didattica come Maria Lai e Antonio Marras.
Anticipando tali indirizzi nei giorni 7-15 settembre si inaugura una Summer School internazionale in Design e Ambiente a Bosa (Nuoro).
Per informazioni e inscrizioni alla scuola estiva e al test di ammissione al corso di Laurea in Design consultare il sito:
www.architettura.uniss.it
 
Manlio Brusatin è coordinatore del corso di laurea presso la facoltà di Architettura di Alghero.
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