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È appena uscito Pale di San Martino di Luca Visentini

Il sapere, libri
 
San Martino di Castrozza, 12 agosto 2007. È appena uscito «Pale di San Martino», l'ultima fatica editoriale di Luca Visentini. Com'è noto, nel mondo delle guide di montagna, Visentini è un caso a sè. Dall'esordio nel 1979 con la guida sul Catinaccio, ha passato in rassegna quasi tutti i raggruppamenti dolomitici, imponendo uno stile oramai codificato: le sue guide sono volumi di grosso spessore, pieni di foto a colori, in cui viene descritto l'accesso a tutte le strutture ricettive (bivacchi, rifugi), alle forcelle e a tutte le cime del raggruppamento. Inevitabile che ogni lavoro richieda anni. Ora tocca alle Pale di San Martino, rivisitate dopo il lavoro del 1990. Le Pale sono un territorio immenso, non a caso il libro si compone di 450 pagine, di cui una buona metà sono foto a tutta pagina, che servono per indicare i percorsi alle cime, ma soprattutto per solleticare la fantasia di fronte alla straordinaria quantità di pareti e guglie che compone il gruppo. Per l'escursionista preparato e per gli alpinisti non convenzionali le Pale riservano sorprese per tutta una vita. Come per il precedente «Civetta» (2000), ad arricchire il libro ci sono le cartine e soprattutto gli ottimi disegni di Mario Crespan.
«Pale di San Martino» rispecchia evidente l'approccio dell'autore con la montagna (e con la vita, dato che lui, milanese, dal 1995 ha scelto di vivere a Cimolais, in Val Cellina). Nella pagina introduttiva Visentini dice di stare «dalla parte della montagne. Che, pure franando, durano più delle mode», e anche «degli uomini che risalgono le montagne. Con cinque ore magari di approccio, per un tiro e mezzo di corda semplicemente, su quella meraviglia che è ad esempio il Campanile della Besàusega». Un approccio ai monti che rifiuta le presunte «valorizzazioni» tramite cavi metallici e bombolette spray, che hanno portato alla scomparsa del primo grado, ovvero alla capacità di muoversi autonomamente su difficoltà elementari.
Si chiede l'autore: «Non sono maturi adesso i tempi per una rivoluzione e siamo in minoranza? Resistiamo, allora». L'invito è a riscoprire le Pale «sulle nostre gambe possibilmente e sotto il loro cielo vero». Queste montagne, divise tra le province di Trento e Belluno, sono tra le più belle in assoluto, certo le più severe delle Dolomiti. Nella parte «bellunese» svettano tra le altre l'Agner, la Croda Granda, le Pale di San Lucano, il Focobon. Il libro di Visentini offre la chiave di accesso a questi colossi, e a tutte le cime minori, «un deserto dove smarrirsi e ritrovarsi», come del resto amava fare Dino Buzzati sul deserto dell'Altopiano.
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