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Yoko Ono a Treviso per far Sognare l'arte e la pace

Yoko Ono di recente

Treviso, 5 settembre 2007 (nel riquadro Yoko Ono per Open - Asia 2004, Lido di Venezia Hotel Westin Excelsior Lido di Venezia. Foto di A. Boaretto - archivio aidanews).  
Yoko Ono per la prima volta a Treviso ma già alla sua seconda apparizione come artista nel Veneto. Qualche anno fa - lo ricordiamo per chi non lo sapesse - fu invitata da Paolo De Grandis per partecipare ad Open, mostra di sculture lungo i viali del Lido di Venezia che si tiene ogni anno durante la Mostra del Cinema. In quell'occasione portò degli olivi racchiusi in casse (da morto?) e dislocati lungo un viale da dove partono i ferry boat per il Tronchetto. Risultato: molte piante, compresi gli appositi recipienti in legno di abete sparirono. Capiterà lo stesso a Treviso con le scale? Stavolta è l'Associazione culturale Lazzari, Comune di Treviso e Archivio Bonotto di Bassano del Grappa che hanno convinto l'estravagante "attrice-artista fluxus" di venire a Treviso. Il suo manager Jon Hendricks "ha dato il via libera all'organizzazione della mostra "sognare" che si terrà dal 29 settembre al 7 gennaio 2008 con quattordici allestimenti dell'artista americana nata a Tokio 74 anni fa al Museo di Santa Caterina e in altre parti della città" - ci spiega al telefono uno degli organizzatori.
 
Copertina nuovo album Yoko Ono  Yoko Ono, conferenza stampa Open 2004  
 
La mostra vuole spiegare che vi è un nesso tra arte e vita, con il superamento della staticità dell'opera. Non a caso, alla base di ogni singolo allestimento c'è il principio dell'interazione. Un esempio pratico: in "Wish tree" (l'albero dei desideri) gli spettatori saranno invitati a scrivere i loro sogni su un foglietto da appendere ai rami di un ulivo. Ma l'opera più attesa è "Play it in trust" (Giocaci con fiducia), un'enorme scacchiera in marmo bianco che verrà posizionata in piazzetta Botter, pavimentata e con un nuovo look. "Progettata appositamente per l'esposizione di Santa Caterina, la versione trevigiana di "Play it in trust" simboleggia la necessità della pace nel mondo. Non esistono caselle bianche e nere, ma solo bianche: non contrapposizione, bensì dialogo. Questo il messaggio lanciato dalla Ono, già famosa per l'acceso pacifismo che durante la guerra del Vietnam la contrappose al presidente Nixon". Se per la prima installazione è un déjà vu, per la seconda il rischio è come al solito che la gente fraintenda il suo messaggio. Anche a Venezia lanciò l'idea di incontrarsi in Piazza San Marco con una piletta intermittente che simboleggiava "I love you" (da Onochord, vedi foto nel testo). Il successo fu così e così, dato l'enorme affollamento di turisti ignari della performance di ...madre Teresa di Calcutta, pardon Mrs Yoko Ono. Spinta da un amore caritatevole (forse sarà anche per le tasse che deve ogni anno pagare al fisco statunitense) è sempre disponibile ad aiutare il prossimo.
 
Yoko Ono e De Grandis, conferenza stampa Open 2004   I love you di Alcide Boaretto (by Yoko Ono)
 
Yoko Ono arriverà a Treviso con un aereo privato al Marco Polo "un paio di giorni prima dell'inaugurazione per studiare la collocazione delle opere negli spazi del museo e resterà nella Marca Gioiosa fino al 29", quando darà il via all'esposizione con la performance "Blue room event". Seguiranno le proiezioni dei video più celebri dall'artista. Ci saranno "Happy X-mas war is over" e "Onochord". Di particolare interesse, inoltre, l'opera "Sky watch ladders".
 
Come ad ogni mostra personale di Yoko Ono, lo sforzo principale sarà quello mediatico, con centinaia di manifesti con la scritta "sognare" che tappezzeranno la città d'arte. "Il metodo - ci spega ancora l'addetto ai lavori della Biblioteca - è lo stesso utilizzato dai coniugi Lennon a cavallo degli anni Settanta, quando scrissero sui cartelloni pubblicitari "War is over if you want it", vale a dire, la guerra è finita se lo vuoi. Il messaggio in questo caso non ha connotazioni politiche, ma la scelta del mezzo è il medesimo"
 
I love you di Angelo Miatello (by Yoko Ono)  I love you di Giorgio Sparisi (by Yoko Ono)  
 
Nell'occasione verrà distribuito anche il catalogo della mostra che spiegherà il percorso espositivo di "sognare", in particolare le fasi di progettazione di "Play it by trust". Sarà riservata una parte della mostra l'archivio di Luigi Bonotto, industriale bassanese, uno dei più importanti collezionisti del movimento  Fluxus.
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