
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 13.09.2007
In breve:
Il libro (156 pagine, corredato da illustrazioni a colori, apparato bibliografico, indice analitico; 21 euro) è pubblicato nell'ambito della collana editoriale Memorie, diretta da Domenico Luciani e Lionello Puppi; esce in coedizione con le Grafiche Vincenzo Bernardi (Pieve di Soligo), che ne curano stampa e distribuzione in commercio.
Venerdì prossimo, alle 17, nell'auditorium di palazzo Bomben (via Cornarotta a Treviso Fondazione Benetton Studi Ricerche presenta il volume "L'officina della Kriegskarte. Anton von Zach e le cartografie degli stati veneti, 1796-1805", di Massimo Rossi, storico della cartografia, responsabile della cartoteca della Fondazione.
Treviso, 13 settembre 2007. Il libro (156 pagine, corredato da illustrazioni a colori, apparato bibliografico, indice analitico; 21 euro) è pubblicato nell'ambito della collana editoriale Memorie, diretta da Domenico Luciani e Lionello Puppi; esce in coedizione con le Grafiche Vincenzo Bernardi (Pieve di Soligo), che ne curano stampa e distribuzione in commercio.
All'incontro pubblico, centrato sul tema "Rappresentare il territorio", partecipano, oltre all'autore e agli editori, l'architetto Andrea Cantile (Istituto Geografico Militare), l'ingegnere Maurizio De Gennaro (Regione Veneto, Unità di Progetto Sistema Informativo Territoriale e Cartografia), il professore Franco Farinelli (geografo, Università di Bologna), l'architetto Domenico Luciani (direttore della Fondazione).
Il volume rappresenta un approfondimento storico sulla Kriegskarte del Ducato di Venezia, già edita dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche nel 2005 (sempre con Grafiche Bernardi e in collaborazione con l'Archivio di Guerra di Vienna, presso il quale è conservato l'originale della cartografia militare pubblicata integralmente) e curata dallo stesso Massimo Rossi. Le nuove ricerche condotte in archivi austriaci, francesi, veneti e friulani hanno contribuito a delineare con maggior chiarezza le funzioni svolte dai documenti cartografici coevi e dai loro artefici.
Le cartografie militari servono sì per fare la guerra, ma allo stesso tempo costituiscono una straordinaria fotografia del loro tempo storico.
Durante le campagne d'Italia i corpi topografici degli eserciti francese e austriaco riuscirono, con un lavoro che coniugò in un unico prodotto scienza, tecnica e arte, a dar luogo a quella relazione empatica tra una carta e il suo lettore che, secondo Karl von Clausewitz, consente la costruzione di un'immagine interiore del territorio, di cogliere il «senso del luogo».
L'officina è il contesto nel quale si costruisce una cartografia, riemergono le relazioni con altri documenti cartografici, istituzioni, avvenimenti e persone, consente di riconoscere una modalità culturale di lettura, scrittura e disegno dei luoghi.
Per informazioni:
tel. 0422-5121.