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Alla riscoperta di Medardo Rosso con una mostra di Paola Mola e Fabio Vitucci alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia

Rosso (Medardo). La forma instabile. The Transient  Form
 
Venezia, 24 settembre 2007 (servizio della nostra inviata Jeanne Belhumeur). Alla Collezione Peggy Guggenheim (Palazzo Venier dei Leoni), santuario dell'arte contemporanea, va di scena fino al 6 gennaio 2008 Medardo Rosso, uno dei più complessi e innovativi artisti del primo Novecento. Sculture, cere, gessi, bronzi e fotografie per una mostra rigorosamente studiata che vuol "riscoprire la complessa estetica contemporanea di Medardo Rosso, lo scapigliato e impressionista torinese, giramondo e assai complicato". Il titolo della mostra "Rosso. La forma instabile", la dice lunga, con l'obbligo di procurarsi il catalogo squisitamente "confezionato" per l'appunto da Paola Mola e Fabio Vittucci, che hanno avuto il sostegno e la collaborazione del Museo e Archivio Medardo Rosso di Barzio (Como), luoghi che custodiscono l'intera eredità di opere e l'archivio dello scultore "giunti eccezionalmente integri alla pronipote, Danila Marsure Rosso".
 
Rosso (Medardo). La forma instabile. The Transient  Form  Rosso (Medardo). La forma instabile. The Transient  Form
 
Nato a Torino nel 1858 e scomparso a Milano nel 1928 (ammalato di diabete), nel panorama europeo della scultura tra fine Ottocento ed inizio Novecento, Rosso è considerato come il precursore della modernità. Un ingegno nascosto, il suo, che ha abilmente occultato, ad esempio, tutto il suo lavoro sulla fotografia e ha nascosto per anni alcune sue opere. Sembra che il tempo per Rosso non esista, o meglio che si possa "lavorare su piani differenti e disorienta guardando la cronologia. Nei cinque anni prima del Novecento compie Yvette Guilbert, Madame X, Femme à la voilette, Bambino alle cucine, Paris la nuit, Enfant malade, Conversazione. Poi, nel Novecento, segue la serie dei trasferimenti, da una cera all'altra, al gesso al bronzo, alla fotografia, senz'argini di campo, dalla fotografia alla stampa tipografica e ancora alla fotografia, per finire di ritorno alla scultura con l'ultimo Ecce Puer, che pare uscito da un bagno di sviluppo. Accanto, in parallelo, le copie dell'antico e il nucleo delle cere nere".
 
Rosso (Medardo). La forma instabile. The Transient  Form Rosso (Medardo). La forma instabile. The Transient  Form
 
La mostra alla Collezione Peggy Guggenheim si propone di restituire allo scultore tutta la complessità della sua storia, rendendo partecipe il grande pubblico e quello degli studiosi.
Nel percorso espositivo, una selezione di 22 sculture, tra cui "Madame X" (cera su gesso, 1896), "Yvette Guilbert" (gesso patinato, 1895), "La Rieuse" (cera, 1890) e "Bambino malato" (cera, 1889), sulle quali è stato condotto un complesso lavoro di datazione, visto che l'artista stesso spesso confondeva le date delle sue opere. Ad esempio, è stata finalmente datata "Madame X", è stata ricostruita la storia di "Impressione d'omnibus" e del grande gesso "Paris la Nuit", mentre ampio spazio per comprenderne il significato intellettuale al quale l'artista tanto ci teneva è riservato al suo modo di fotografare con oltre 80 scatti. "Rosso non è mai semplice, difficilmente è ciò che appare. Nasconde in un sembiante di trascuratezza un'attenzione maniacale per la forma, mette in mostra fotografie che sembrano disegni, e bronzi in teche come fossero dei gessi; gioca con le copie dall'antico, confondendo sapienti intenditori. Usa lo stesso titolo per opere del tutto differenti, e titoli diversi per la medesima scultura. Rieuse è la Petite Rieuse, che è la testa in bronzo a tutto tondo e poi la maschera, quasi impossibile per sottigliezza, fatta di gesso e cera più di vent'anni dopo. E Rieuse è  anche la Grande Rieuse, che è un guscio aperto di metallo fuso e la testa piena senza collo che vediamo poggiata in una teca nella foto del Salon d'Automne. Ma Rieuse è pure la Bambina che ride, quattrocentesca in cera, come un omaggio a Desiderio e alle trasparenze del suo Putto in marmo, fatta nel '98 o giù di lì..."". 
 
Rosso (Medardo). La forma instabile. The Transient  Form 
 
Rosso. La forma instabile.
Rosso. The Transient Form.
September 22, 2007 - January 6, 2008
Peggy Guggenheim Collection
Palazzo Venier dei Leoni (fermata ACTV Accademia)
701 Dorsoduro - 30123 Venezia
Tel. +39 041 2405404
Fax +39 041 5206885
Catalogo Skira Milano - Ginevra
 
Jeanne Belhumeur  Venezia, veduta con la nebbia
 
L'arte non è il racconto di qualcosa ma una forma che nella sua presenza è qualcosa (P. Mola).
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