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IL MUSEO GIORGIONE APRE LE SUE PORTE 500 ANNI DOPO LA PALA DI CASTELFRANCO |
Articolo di: Angelo Miatello
Pubblicato il: 24.09.2007
In breve:
Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L'arte a Ferrara nell'età di Borso d'Este è una mostra che ripercorre la ricchezza della parabola figurativa che ha visto nascere a Ferrara, durante i vent'anni del governo di Borso d'Este (1450-1471), il linguaggio ricercato ed eccentrico che ha reso celebre l'arte ferrarese del Quattrocento (Mauro Natale di Ginevra).
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Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L'arte a Ferrara nell'età di Borso d'Este è una mostra che ripercorre la ricchezza della parabola figurativa che ha visto nascere a Ferrara, durante i vent'anni del governo di Borso d'Este (1450-1471), il linguaggio ricercato ed eccentrico che ha reso celebre l'arte ferrarese del Quattrocento (Mauro Natale di Ginevra).
Ferrara, 24 settembre 2007 (servizio di A. Miatello). Siamo a metà del XV secolo, esattamente tra il 1450 ed il 1471, e Ferrara è teatro di una crescita espressiva rapidissima senza riscontro nella storia della cultura figurativa europea. Durante il governo di Borso d'Este che succede al fratello Lionello "nasce e si dirama infatti il linguaggio ricercato ed eccentrico che ha reso celebre l'arte ferrarese del Quattrocento che Longhi chiamerà l'officina ferrarese". Piero della Francesca lavora a Ferrara per Borso d'Este (affreschi perduti). Qui ha modo di conoscere Roger Van der Weyden, la cui vicinanza è di grande significato per l'arte di Piero (l'abbiamo visto nella recente mostra a lui consacrata ad Arezzo), soprattutto per quel che riguarda l'uso del colore che diventa anch'esso creazione della luce.
La mostra organizzata da Ferrara Arte e curata da Mauro Natale, ordinario di storia dell'arte dell'Università di Ginevra, ripercorre la ricchezza di questa parabola figurativa riunendo opere di diversa natura tecnica, come dipinti, sculture, miniature, disegni, medaglie, oreficerie e tessuti. L'intenzione degli organizzatori è stata quella di "portare in scena" il dualismo tra il poliedrico artista di corte Cosmè Tura e l'instancabile sperimentatore Francesco del Cossa. Cosmè Tura dipinge il S. Giorgio e
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La sua arte risulta assai influenzata, oltre che dagli esempi di Piero della Francesca, dal particolare tipo di pittura creatasi nella bottega padovana di Squarcione, di cui fu allievo e soprattutto dell'arte di Mantegna, che interpreta però "con estro fantastico e con una stesura metallica". Da Palazzo dei Diamanti, dove sono raccolte le maggior parte delle opere, la mostra si chiude (scusateci per il modo assai frettoloso) con "l'abbagliante traduzione visiva della cultura di corte messa in opera nel Salone dei Mesi di Schifanoia, uno dei cicli pittorici più importanti del Rinascimento". Siamo nel 1470 e gli storici ci indicano che s'inizia l'esecuzione degli affreschi del salone dei Mesi in Palazzo Schifanoia (che significa 'schivar la noia', vera delizia rinascimentale, ritrovo della Corte Estense per intrattenimenti, feste e giochi). La complessa iconografia, forse suggerita dall'astrologo e storico degli Estensi P. Prisciani, unisce motivi zodiacali, segni astrali e scene della vita di corte. Esecutori sotto la probabile guida di Cosmè Tura, sono Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa.
Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L'arte a Ferrara nell'età di Borso d'Este
Orario della mostra
Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso:
Palazzo dei Diamanti 9.00 - 19.00
Palazzo Schifanoia 10.00 - 20.00
Biglietto unico per le due sedi di mostra: intero Euro 10,00, ridotto Euro 8,00, scuole Euro 4,00.
Mostra organizzata da Ferrara Arte, in collaborazione con
Catalogo edito da Ferrara Arte, a cura di Mauro Natale.
Call Center Ferrara Mostre e Musei
Tel. 0532.244949, Fax 0532.203064,
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Il servizio fotografico è di Alcide Boaretto di Padova in esclusiva per aidanews.