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Gengis Khan raccontato dopo 800 anni non fa più paura. Una grande mostra voluta dal presidente De Poli

Maschera funebre (oro, dinastia Liao -907-1125); Gengis Khan e il tesoro dei Mongoli (La via della seta e la civiltà cinese), particolare di unopera

 

Treviso, 10 ottobre 2007 (servizio di Jeanne Belhumeur in esclusiva per Fashionlaw). "Il suo nome è sinonimo di crudeltà, ferocia e cupidigia. Sadico nelle torture che infliggeva alle vittime e spietato nello sterminare i popoli nemici, a cominciare dalle donne e i bambini, ha però saputo dare corpo a un disegno politico che lo rende personaggio più che mai attuale". Parliamo di Gengis Khan, colui che ha saputo costruire il più grande impero sulla Terra a partire del XII secolo. Ha saputo eliminare tanti ostacoli di lingua, di religione, di differenze multietniche e culturali. Ha usato le alleanze per radunare tribù sparpagliate e la forza per sbaragliare il nemico, anche con l'uso della polvere da sparo che prima di lui ci si serviva per i fuochi d'artificio. Gengis Khan è comunque e rimarrà un personaggio misterioso che ci avvolge di tante storie, alcune vere ed altre putroppo legate alla leggenda. Non consciamo la sua data di nascita e nemmeno la sua tomba non è stata ancora individuata.

 

Sella (oro e legno, dinastia Yuan -1271-1368); Gengis Khan e il tesoro dei Mongoli (La via della seta e la civiltà cinese), particolare di unopera   Orchestrali (bassorilievo in pietra, dinastia Wudai 907-960); Gengis Khan e il tesoro dei Mongoli (La via della seta e la civiltà cinese), particolare di unopera
 

"Gengis Khan e il tesoro dei Mongoli" è intitolata la mostra che si inaugura a Treviso, a Ca' dei Carraresi, sabato 20 ottobre, e che resterà aperta fino al 4 maggio 2008, realizzata da Fondazione Cassamarca su iniziativa del suo presidente Dino De Poli e dall'Accademia Cinese di Cultura Internazionale di Pechino, curata dal sinologo Adriano Madaro.

 

A Treviso, si esporranno 368 reperti, già arrivati, imballati in 38 casse del peso di 14 tonnellate, ai magazzini di Montebelluna, pronti per essere collocati nelle teche di Casa dei Carraresi. I pezzi documenteranno l'evolversi della civiltà cinese dal X al XIV secolo, cioè dall'anno 907, con la caduta della Dinastia Tang, al 1368 con la caduta della Dinastia Yuan. Sarà dunque esplorato un periodo poco conosciuto della storia cinese, quello compreso tra le tre dinastie fondate da minoranze etniche non cinesi di origine tartaro-mongola: la Dinastia Liao (907-1125), la Dinastia Xi Xia (1032-1227) e la Dinastia Jin (1115-1234), insediate da sovrani di origine mongola, turco tibetana e tanguso-tartara.

 

Gengis Khan e il Tesoro dei Mongoli - Un reperto archeologico Dinastia Song  Gengis Khan e il Tesoro dei Mongoli - copertina dellopuscolo della mostra 
 

La mostra si aprirà con una tenda arrotondata in feltro, riccamente arredata con mobili laccati, che rappresenta la casa delle popolazioni mongole nomadi prima che diventassero stanziali, e si chiuderà con il testamento di Marco Polo, concesso dalla biblioteca Marciana di Venezia e fatto restaurare da Fondazione Cassamarca per l'occasione; documento in cui, tra l'altro, il viaggiatore veneziano assegna una rendita a tal Pietro, suo servitore tartaro. In mezzo a questi due reperti una carrellata di pezzi fra i più disparati, compreso l'intero corredo funebre e la dote nuziale di una principessa Liao, morta a 18 anni, pochi mesi dopo il marito.

 

"I reperti sono frutto di un recentissimo scavo che è stato reso possibile grazie a un accordo raggiunto tra Fondazione Cassamarca e il Ministero della Cultura cinese per esplorare tratti delle enormi regioni della Mongolia Interna e dell'ex Manciuria. Parte della cifra che Fondazione Cassamarca paga per affittare i pezzi in mostra è stata infatti destinata a questa operazione" - ha dettagliatamente spiegato Madaro, durante la conferenza stampa di presentazione della mostra trevigiana, a fianco del presidente De Poli e del suo segretario dr. Gino Sartor. "Così, della principessa saranno visibili monili in oro e giada, piccoli oggetti d'uso quotidiano, ma anche una cotta in rete d'argento che ne avvolgeva il corpo, la maschera funebre in oro e argento, gli stivali d'argento intarsiati d'oro, il cuscino funebre d'argento e la corona in argento dorato finemente cesellata" - ha poi aggiunto il curatore.

 

Gengis Khan e il Tesoro dei Mongoli Gengis Khan e il Tesoro dei Mongoli 
 

La sezione dedicata a Gengis Khan mostrerà la sella attribuita al grande condottiero, oltre ad armi di conquista contemporanee di Marco Polo quali frecce, bombe esplosive che Gengis Khan inventò utilizzando la polvere da sparo conosciuta dai cinesi per i soli fuochi d'artificio e che da allora in poi sarebbe stata impiegata in campo bellico, elmetti, maglie in ferro, ma anche raffinati abiti in seta. Nella sezione dedicata a Marco Polo figura un "Paiza", il lasciapassare, o passaporto, in oro descritto dal veneziano nel Milione. Mentre della Dinastia Song saranno esposte pregevoli porcellane, salvate dall'assalto mongolo perchè interrate in profondi buchi all'esterno delle città assediate.

 

"I mongoli sono arrivati fino alle porte di Vienna e hanno inviato avanguardie fino a Udine. Sembra addirittura che ci fossero spie mongole nell'area trevigiana con l'intenzione di convincere il Papa a stringere un'allenza con l'impero mongolo contro l'Islam" - sintetizza con una certa ironia il curatore Madaro - non ci sono dati scentifici certi". "L'approfondimento sarà compito, caso mai, di studiosi locali» conclude. La mostra cercherà, invece, di chiarire il rapporto tra l'Impero Mongolo e il Papato su iniziativa dei francescani, che inviarono missionari alla corte del Gran Khan con la speranza di fermare la marcia della cavalleria mongola nel cuore dell'Europa cristiana: saranno esposte tra l'altro alcune croci nestoriane venute alla luce in recenti scavi eseguiti nella Mongolia Interna".

 

Gengis Khan e il Tesoro dei Mongoli 
 

La mostra (biglietti 9 e 7 euro) è prenotabile ai numeri telefonici 0422.513150 o 513185 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, sabato dalle 10 alle 13.

Info

segreteria@laviadellaseta.info

 

 

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