
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 29.11.2007
In breve:
La prima cosa è puntare su ciò che caratterizza davvero la Biennale, e cioè su quell'interdisciplinarietà che nessun altro ente al mondo può vantare, e che ultimamente non è stata valorizzata. È per questo che i prossimi direttori non vanno individuati solo sulla base dei propri curricula, ma anche sulla loro capacità di interrelazioni.
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Gli sponsor principali sono il Governo (ministero), la Regione e il Comune. Poi i privati (quelli grandi) non è poi così difficile trovarli perchè ci sono le agenzie specializzate nel piazzare tale marchio o tale marca all'interno dei vari settori. Per dirne una, non è la Biennale che cerca Renault o la Fiat, Jaeger-LeCoultre o Wella. Sono le agenzie di pubblicità che lo chiedono. Dunque se la Biennale con le sue "potenziali" capacità di autopromuoversi non è in grado di trovare più fondi privati la colpa è della presidenza (non solo Croff). Se poi le istituzioni locali (Regione e Comune) non sanno fare sistema vuol dire che siamo ancora fermi alla prima Repubblica. Fintantochè la Regione ragiona per compartimenti stagni ed assegna meno dell'1 per mille del suo bilancio alla cultura è impossibile trasformare la Biennale in un qualcosa che serva al suo territorio. Tutto rimane effimero come del resto un gelato industriale. L'attuale presidente di Giunta Giancarlo Galan, chiamato amichevolmente governatore-pescatore d'altura e giardiniere dei Colli Euganei, non ci sembra molto illuminato. Sarà l'età. Troppo preso anche lui dal giro vorticoso degli affari per opere giganti che hanno la triste sorpresa che qualcosa sempre non funziona e che parecchio è stato sprecato. Volete un esempio? Controllate i lavori eseguiti sulla linea Bassano-Venezia o Padova-Montebelluna: vasti parcheggi vuoti, sottopassi che finiscono in mezzo alla campagna, stazioni senza tabelloni di segnaletica, o sprovvisti di ascensore, per non parlare dei treni sporchi, freddi, ritardatari. E non parliamo della sanità, del Mose, delle tangenziali, delle strutture scolastiche, dei musei. Un altro esempio: per l'incompiuto nosocomio di Castelfranco Veneto sono stati spesi un milione di euro solo per la tintura (era brutto tutto grigio!) e la recinzione in ferro battuto. I servizi saranno migliori, si morirà di meno?
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Il Sindaco Cacciari ha detto che la nomina del sub commissario per la costruzione del Palazzo del Cinema dovrebbe essere l'architetto padovano Danilo Turato e sarebbe presto firmata dal governo. Ma ha paura che si ritarderà nel passaggio di consegne ai vertici dell'ente (da Croff a Baratta), che potrebbe pregiudicare lo svolgimento della mostra di architettura. Qualcuno è andato oltre, stimando che questo ritardo è solo dovuto alla liquidazione che potrà favorire Croff. Se nonsarà soddisfatto non mollerà lo scettro!
Per Cacciari bisogna fare delle considerazioni precise: "La prima cosa è puntare su ciò che caratterizza davvero
Su altre due cose si è poi concentrato l'intervento di Cacciari: i luoghi della Biennale («avanti con l'Arsenale») e il Nuovo Palazzo del Cinema, su cui è stato lapidario: "L'impegno del Comune è legato alla valorizzazione dell'area dell'ex ospedale al Mare. In caso contrario, non saremo in grado di sostenere nessuna opera, anche perché, probabilmente, il prossimo anno non avremo nemmeno le risorse per sopravvivere".
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Si vada ad osservare lo scorrimano che è stato sistemato sulla gradinata di fronte all'imbarcadero di Piazzale Roma (ha un anno e mezzo di vita). Ci si accorgerà che i fili si sono allentati per il nastro adesivo che li teneva fissati. Mai visto una cosa del genere. Nessuno dell'ufficio lavori del Comune se ne è accorto. Qualcuno ha imbrogliato?