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Annotazioni sulla relazione del sindaco Cacciari timoniere della nave pirata. La Biennale in balia di tempeste e basse maree

Aurelia ClementineThierrée con il Sindaco Massimo Cacciari 
Venezia, 28 novembre 2007. Alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista sembrava di essere ad un G8. Una tavolata a ferro di cavallo grande come tutta la sala ricoperta di panno rosso, uno schermo gigante accanto all'altar maggiore che riproduceva il relatore del momento, una gabina con due interpreti per la simultanea, una luce da conclave, delle opere d'arte sulle pareti e sul soffitto e tanti ad ascoltare seduti su sedie Conti di Cornuda (ditta fallita, ora sede della Tipografia Antiga). Immersi in questo magnifico luogo di arte, storia e cultura, quando in un tempo si pregava e si conversava sui problemi della propria comunità, ieri e oggi gli esperti della cultura si sono riuniti per offrire il meglio delle proprie opinioni "per far risorgere la Biennale". Quella Biennale che sembra che nessuno vuole ma con la quale purtroppo tutti noi dobbiamo fare i conti. Non si capisce come mai un'istituzione così prestigiosa ed unica nel suo genere (pluridisciplinarietà e ubicazione) rimanga chiusa, contradditoria ed effimera. Chiusa perchè pensa solo a Venezia, al ritorno d'immagine per Venezia, o al massimo per accontentare qualcuno di Roma o Milano. Contradditoria perchè tutti a parole la vorrebbero una cosa diversa ma poi le condizioni e le congiunture la lasciano dov'è. Effimera perchè il più delle volte pensa solo a se stessa, al prodotto che va consumato al momento come un gelato (non troppo buono perchè industriale).

Gli sponsor principali sono il Governo (ministero), la Regione e il Comune. Poi i privati (quelli grandi) non è poi così difficile trovarli perchè ci sono le agenzie specializzate nel piazzare tale marchio o tale marca all'interno dei vari settori. Per dirne una, non è la Biennale che cerca Renault o la Fiat, Jaeger-LeCoultre o Wella. Sono le agenzie di pubblicità che lo chiedono. Dunque se la Biennale con le sue "potenziali" capacità di autopromuoversi non è in grado di trovare più fondi privati la colpa è della presidenza (non solo Croff). Se poi le istituzioni locali (Regione e Comune) non sanno fare sistema vuol dire che siamo ancora fermi alla prima Repubblica. Fintantochè la Regione ragiona per compartimenti stagni ed assegna meno dell'1 per mille del suo bilancio alla cultura è impossibile trasformare la Biennale in un qualcosa che serva al suo territorio. Tutto rimane effimero come del resto un gelato industriale. L'attuale presidente di Giunta Giancarlo Galan, chiamato amichevolmente governatore-pescatore d'altura e giardiniere dei Colli Euganei, non ci sembra molto illuminato. Sarà l'età. Troppo preso anche lui dal giro vorticoso degli affari per opere giganti che hanno la triste sorpresa che qualcosa sempre non funziona e che parecchio è stato sprecato. Volete un esempio? Controllate i lavori eseguiti sulla linea Bassano-Venezia o Padova-Montebelluna: vasti parcheggi vuoti, sottopassi che finiscono in mezzo alla campagna, stazioni senza tabelloni di segnaletica, o sprovvisti di ascensore, per non parlare dei treni sporchi, freddi, ritardatari. E non parliamo della sanità, del Mose, delle tangenziali, delle strutture scolastiche, dei musei. Un altro esempio: per l'incompiuto nosocomio di Castelfranco Veneto sono stati spesi un milione di euro solo per la tintura (era brutto tutto grigio!) e la recinzione in ferro battuto. I servizi saranno migliori, si morirà di meno?

Galan, presidenre Regione Veneto 

Il Sindaco Cacciari ha detto che la nomina del sub commissario per la costruzione del Palazzo del Cinema dovrebbe essere l'architetto padovano Danilo Turato e sarebbe presto firmata dal governo. Ma ha paura che si ritarderà nel passaggio di consegne ai vertici dell'ente (da Croff a Baratta), che potrebbe pregiudicare lo svolgimento della mostra di architettura. Qualcuno è andato oltre, stimando che questo ritardo è solo dovuto alla liquidazione che potrà favorire Croff. Se nonsarà soddisfatto non mollerà lo scettro! 

Per Cacciari bisogna fare delle considerazioni precise: "La prima cosa è puntare su ciò che caratterizza davvero la Biennale, e cioè su quell'interdisciplinarietà che nessun altro ente al mondo può vantare, e che ultimamente non è stata valorizzata. È per questo che i prossimi direttori non vanno individuati solo sulla base dei propri curricula, ma anche sulla loro capacità di interrelazioni". Mueller e Scaparro, i due direttori rispettivamente per il cinema e il teatro, uscenti ma sicuramente rientranti, si sono detti totalmente d'accordo. In secondo luogo, ha detto il sindaco, "bisognerà smettere di limitarsi a organizzare delle manifestazioni annuali, per concentrarsi invece sulle attività permanenti, come stage che coinvolgano giovani artisti (citazione per il direttore del settore Teatro Maurizio Scaparro) e attività di ricerca, di cui poi la mostra può diventare la vetrina: bisogna pensare quindi a programmi per tutto l'anno, non solo in città, ma anche in Veneto e a livello internazionale". Per Mueller "il pubblico bisogna anche formarlo, promuovendo un'attività ad hoc, anche per ovviare alla crisi delle sale". Infine per Cacciari va completamente ripensato il calendario, che "non può concentrarsi solo nei mesi di massimo afflusso turistico: il nostro problema non è quello dei grandi numeri, quanto quello di avere cose di qualità distese su tutto l'anno". Nel dettaglio, il sindaco pensa "ad un'esposizione d'arte programmata durante la primavera, invece che nei mesi estivi come ora, e al Festival del teatro collegato al Carnevale".

Su altre due cose si è poi concentrato l'intervento di Cacciari: i luoghi della Biennale («avanti con l'Arsenale») e il Nuovo Palazzo del Cinema, su cui è stato lapidario: "L'impegno del Comune è legato alla valorizzazione dell'area dell'ex ospedale al Mare. In caso contrario, non saremo in grado di sostenere nessuna opera, anche perché, probabilmente, il prossimo anno non avremo nemmeno le risorse per sopravvivere".

Nuova scalinata  e scorrimano (piazzale Roma, di fronte allimbarcadero)  Nuova scalinata  e scorrimano (piazzale Roma, di fronte allimbarcadero)

Si vada ad osservare lo scorrimano che è stato sistemato sulla gradinata di fronte all'imbarcadero di Piazzale Roma (ha un anno e mezzo di vita). Ci si accorgerà che i fili si sono allentati per il nastro adesivo che li teneva fissati. Mai visto una cosa del genere. Nessuno dell'ufficio lavori del Comune se ne è accorto. Qualcuno ha imbrogliato? 

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