Rivista AIDANEWS | Museo Giorgione | Fashion Law | Ass. AIDA | Galleria So!o Arte | Per Castelfranco | ASIAC

Il principe Henryk Lubomirski come Amore, scultura di Canova ritorna in Italia per celebrare i 250 dalla nascita del grande scultore. Sarà a Possagno dal 29 luglio

Convento di S. Caterina - Treviso
 
Bassano del Grappa, 28 giugno 2007. Il capolavoro "Amore" di canova ritorna in Italia per celebrare i 250 dalla nascita del grande scultore possagnese. Si tratta di una scultura, e precisamente de "Il principe Henryk Lubomirski come Amore" realizzato dall'artista veneto nel 1786 - 1788 su richiesta dell'aristocratica polacca Elzbieta Lubomirski, che intendeva in questo modo celebrare la bellezza di un suo giovanissimo congiunto. La splendida statua, tanto apprezzata dai contemporanei che all'epoca ne furono realizzate diverse copie e mai esposta prima in Italia, sarà dal 29 luglio al primo novembre a Possagno, il paese natio di Canova, nella sala d'onore della Casa del Canova attigua alla Gipsoteca che ne accoglie i gessi originali.
Proprio in quest'occasione all'interno della Gipsoteca sarà organizzato un percorso dedicato al tema dell'amore, che comprende trenta opere tra dipinti, gessi e bozzetti in terracotta. E sempre in occasione della mostra, che ha come sponsor esclusivo Unicredit Group ed è stata presentata ieri a Milano, sarà riaperta l'Ala "scarpiana" della Gipsoteca a conclusione di un intervento di restauro durato anni. «Questa mostra non solo porta per la prima volta in Italia un'opera eccezionale», spiega Gian Pietro Favaro, presidente della Fondazione Canova, «ma si inserisce in una serie di appuntamento che testimoniano lo stretto legame tra Possagno e il suo più illustre artista». Che dopo aver goduto di grande fama presso i suoi contemporanei, ed essere poi stato drasticamente ridimensionato ha oggi il posto che gli spetta di diritto nel panorama artistico italiano.
«Se l'arte di Canova con la sua ricerca della bellezza ideale può apparirci inattuale, possiamo considerarlo in qualche modo un artista contemporaneo per la sua concezione di laboratorio artistico, di factory come si direbbe oggi», sottolinea l'assessore alla cultura della provincia di Treviso Marzio Favero. Proprio i gessi raccolti a Possagno per volere dello stesso Canova legato alla sua terra - sono i veri "originali" di un processo creativo che vede vari passaggi, dal bozzetto alla creta, al gesso fino alla statua di marmo vera e propria. Un percorso ben raccontato dalla fascinosa statua del principino polacco, già decantata da contemporanei come la poetessa veneziana Isabella Teotochi Albrizzi che ne scrisse. "Non sai se tu debba più ammirare il disegno, le forme() o la grazia ".
In realtà ad essere ritratto fu solo il volto dell'aristocratico adolescente, dato che la timidezza del modello impose di utilizzare una statua antica come riferimento per il corpo nudo, gentilmente appoggiato su un tronco con a fianco la faretra e le frecce di Eros. Anche così l'opera suscitò entusiasmi, tanto che quando l'originale fu collocato nel castello Lubomirski, sullo sfondo di un tempietto greco appositamente ideato, ne furono realizzate varie copie in marmo e gesso, una delle quali - purtroppo mutilata in seguito a un bombardamento - si trova pure nella Gipsoteca, mentre un'altra arricchita da ali è ospitata nel museo dell'Hermitage. «La mostra rappresenta insomma un'occasione per ammirare i capolavori canoviani, sempre più apprezzati anche da visitatori stranieri», spiega il direttore del Museo Mario Guderzo. Magari approfittando di una delle proposte della Fondazione Canova, come le visite alla luce delle torce (info www.museocanova.it) Ma anche per godere delle bellezze di una delle zone più ricche di tesori naturali e artistici del Veneto, e forse d'Italia. «Un territorio», ha concluso l'assessore Favero, «che dobbiamo salvaguardare recuperandone il tessuto originale». Senza dimenticare che in autunno le celebrazioni canoviane proseguiranno a Roma, con una grande mostra a Palazzo Borghese.
Torna su

 

Mappa del sito 0,0938