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Alla luce una tomba di fanciulla di 1700 anni fa nelle vicinanze di Adria

Balkani. Antiche civiltà fra il Danubio e lAdriatico (Mostra Museo Naz. Archeo. di Adria) 
Venezia, 26 maggio 2007. Adria: torna alla luce una "fanciulla" di 1700 anni fa, sepolta con i suoi piccoli giochi
La storia di Adria, la città che diede il nome al mare Adriatico, rischia di essere riscritta. Il suo territorio si dimostra infatti sempre più un'oasi felice per gli archeologi. Nei giorni scorsi, ma la notizia è stata confermata solo ieri, durante i lavori di scavo per un complesso commerciale-artigianale, nella zona sud della città a due passi dallo stadio Bettinazzi, alcuni sondaggi hanno portato alla luce numerosi reperti databili attorno al III secolo a.C., di probabile origine ellenica. In particolare quello che ha colpito gli archeologi, subito accorsi sul posto, il ritrovamento di una tomba di una bambina. "L'eccezionalità della scoperta - ci spiega il soprintendente -  è data dal fatto che all'interno del tumulo funerario sono state trovate numerose conchiglie (e ciò avvalorerebbe ancor più la tesi di una città dalle antiche origini marinare), ed alcuni utensili, piatti ed oggetti domestici, miniaturizzati". Nulla di più che i giochi di questa fanciulletta, forse figlia di un notabile del posto, lì sepolta assieme agli oggetti cui teneva di più in vita. Difficile allo stato attuale capire se il terreno, che si trova a poche centinaia di metri in linea d'aria dalla necropoli di Spolverin, scoperta alcuni anni fa, possa riservare altre sorprese. Difficile anche stabilire il valore dei pezzi.
Balkani, Antiche civiltà fra il Danubio e lAdriatico (reperto archeo. del Museo Nazionale di Belgrado, Copyright) Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e lAdriatico (particolare di un reperto)
Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e lAdriatico (particolare di un reperto) Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e lAdriatico (particolare di un reperto)
Da parte della Sovrintendenza vige il più assoluto silenzio. Le uniche certezze sono date dal ritrovamento e dall'aggettivo che hanno usato gli archeologi per definire il corredo funerario: "delizioso". "Una sepoltura in linea con i ritrovamenti precedenti, riferibili ai secoli III e II a.C., periodo della straordinaria fioritura della città, caratterizzato da ricchi corredi di vasellame di ceramica, a vernice nera in particolare, e da dotazioni di anfore vinarie. Le necropoli lontane dal centro abitato nell'antica antica Adria non erano, infatti, una rarità ma un fenomeno diffuso" - prosegue il soprintendente. A pochi centinaia di metri, lungo il tracciato della via romana Popilia, che probabilmente sorse su un precedente nodo viario etrusco, in località Spolverin, nel 1990, furono rinvenute più di 100 tombe, datate tra il IV e III secolo. Anche qui erano presenti molti bambini. Questa potrebbe essere una propaggine estrema di quella necropoli, sepolcreto definito enigmatico poichè, ancor oggi, sfuggono i motivi di una sua ubicazione decentrata, ed è ancora ignoto il luogo dove si stabilì e dove visse il gruppo che proprio lì si fece seppellire.
Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e lAdriatico (particolare di un reperto)  Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e lAdriatico (particolare di un reperto) Balkani. Antiche civiltà tra il Danubio e lAdriatico (particolare di un reperto)
Le foto fuori testo riguardano l'attuale mostra sui Balkani in corso al Museo di Adria. Una rarità assoluta poter ammirare centinaia di reperti che provengono dalle collezioni del Museo nazionale di Belgrado 

 
 
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