Rivista AIDANEWS | Museo Giorgione | Fashion Law | Ass. AIDA | Galleria So!o Arte | Per Castelfranco | ASIAC

Il mito e l'iconografia di Garibaldi sono di scena a Rovigo

Il mito di Garibaldi
Rovigo, 7 dicembre 2007 (servizio del nostro inviato Angelo Miatello). Si è inaugurato oggi alle 12.30 presso la Pescheria Nuova di Rovigo l'evento storico dell'anno: "Il mito di Garibaldi, iconografia garibaldina", che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 19 gennaio. L'esposizione, inserita nelle Celebrazioni per il bicentenario dalla nascita di Giuseppe Garibaldi, giunge nel capoluogo polesano dopo il successo ottenuto ad Adria con quasi trecento pezzi originali e testimonianze garibaldine appartenenti alla collezione Alessandro Ceccotto, cui è stata aggiunta una decina di vetrine e pannelli. L'obiettivo, come ha spiegato alla conferenza stampa, Sergio Garbato, della mostra è quello di illustrare come il grande Garibaldi nei vari momenti della sua vita, lungo un percorso che dal 1848 si dipana fino alla sua morte avvenuta nel 1882, per poi ritrovare le commemorazioni, gli anniversari e lo sfruttamento della sua immagine per scopi sociali, politici, pubblicitari, didattici". Del resto fin dagli anni '60 del XIX secolo "Garibaldi era la persona vivente più conosciuta e più amata del mondo", e la popolarità correva di pari passo con la diffusione della sua immagine, tanto che in tutto il mondo vi sono più di 5.000 monumenti, alcuni di questi eretti quando era ancora in vita. La produzione ispirata all'eroe dei due mondi ha cominciato a svilupparsi intorno al 1980 e si mescola su una invincibile passione per il Risorgimento e Garibaldi che ne è stato uno dei massimi protagonisti. A partire dal 1863, vennero realizzate delle statuette in ceramica delle manifatture di Staffordshire, e la produzione si ampliò con coppe, tazzine, piatti, vasi, coperchi, ecc., quando Garibaldi arrivò in visita a Londra nell'aprile del 1864.
Il mito di Garibaldi  Il mito di Garibaldi
Il mito di Garibaldi Il mito di Garibaldi
Già da tempo proliferavano suoi ritratti, e chi non poteva permettersi dipinti ad olio o busti scolpiti, aveva solo l'imbarazzo della scelta tra una moltitudine di stampe, oleografie, fotografie che invasero il mondo intero, tranne la Russia dove furono vietate. Ben presto Garibaldi entrò nell'immaginario collettivo popolare grazie soprattutto ad un'infinità di oggetti d'uso personale e domestico. Nella mostra di Rovigo ampia è la gamma di oggetti che attestano la diffusione capillare di un mito come quello garibaldino che diventa "icona" - talvolta strumentalizzata - e i cui simboli ebbero una moltiplicazione sorprendente: pasta, dolciumi, sigari, e quant'altro. "Ma vi è anche quel simbolo rivoluzionario della camicia rossa (ora non più di moda, ndr.) di incarnare una formula politica e militare, un modello di partecipazione del singolo alle vicende collettive avvertito come radicalmente diverso da ciò che la storia aveva consosciuto" come precisa Eva Cecchinato nel catalogo della mostra. La collezione esposta alla Pescheria Nuova è solo una minima parte di quanto è riuscito a raccogliere nel tempo Ceccotto che mette però in guardia il lettore nel fare attenzione a non usurpare del nome di Garibaldi che è stato più volte abusato e "usato male" dai movimenti poltici del XX secolo. Ad esempio le brigate partigiane che durante la guerra di liberazione portavano il suo nome, oppure nelle elezioni del 1848 con il Fronte Democratico Popolare (PCI e PSI) che usava una grande stella con al centro il volto di Garibaldi; il PSI di Craxi, ma anche il partito liberale, i monarchici, ecc. 
Il mito di Garibaldi Il mito di Garibaldi Mario Carraro (primo piano), Alessandra Canella 
C'è chi però non riesce a mandar giù Garibaldi perchè "ha venduto il Veneto a Casa Savoia", con la sua propensione ad unificare a tutti i costi la Penisola. E c'è chi lo relega ad un "massone opportunista" che dovrebbe essere cancellato dai manuali di storia. Un esempio per tutti è il monumento equestre a lui dedicato dallo scultore Ferrari che si trova a Rovigo nell'omonima piazza, in cui si notano precisi riferimenti alla sua appartanenza di massone.  
Torna su

 

Mappa del sito 0,0938