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Il Meraviglioso e la Gloria: il Seicento europeo con 74 capolavori a palazzo Bonaguro di Bassano del Grappa. Curatori Guderzo, Buranelli e Androsov

Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi Maestri del Seicento in Europa (particolare di unopera esposta) 
Bassano del Grappa, 15 marzo 2007. Il meraviglioso e la gloria. L'arte è sempre stata un importante strumento di divulgazione religiosa e, soprattutto negli anni tormentati e censori della controriforma,ha rivestito un ruolo di primo piano nella formazione del fedele.tematiche quali l'apparizione, il misticismo, la gloria, il transito, la chiamata, divengono elementi inprescindibili dell'iconografia devozionale seicentesca,influenzando in modo determinante anche la maniera degli stessi artisti, che iniziarono così a misurarsi, confrontarsi, e qualche volta anche a scontrarsi, con i nuovi precetti sanciti dal concilio tridentino.
Un evento imperdibile quindi, per potere ritrovare, riunite in un'unica sede,opere di Caravaggio, peter paul Rubens, Gian Lorenzo Bernini, guido reni, Jusepe de Ribera, Federico Barocci, Leandro Bassano, Ludovico Carracci, Il Guercino,Bartolomè Esteban Murillo, Pietro Cortona ed un'occasione nuova per scoprire ed apprezzare il fermento religioso che ha caratterizzato quegli anni e le modalità con cui l'arte è stata utilizzata per veicolare il messaggio religioso. Ammirare opere di tale rarità e maestria, inserite per di più nelle aristocratiche sale affrescateda maestri della scuola di Paolo Veronese, rappresenta un'opportunità unica e irripetibile scindibile da una piacevole passeggiata lungo le rive del brenta o nei caratteristici ed ancora intatti vicoli del centro storico. Bassano del Grappa infatti, dalla sua antica e particolare storia- antico insediamento romano, oggetto poi della denominazione vicentina, Ezzelina, padovana,veneta ed infine francese e austriaca-ha ereditato un caratteristico e originale impianti urbanistico ed architettonico che la contraddistingue quale particolare ed affascinante sito storico ed artistico, perla tra i numerosi gioielli che la nostra nazione può vantare. E, proprio a seguito di questo importante bagaglio culturale, la città si appresta oggi a cercare una sua nuova collocazione nel settore turistico e culturale, proponendosi quale nuovo e dinamico centro artistico ed espositivo, divenendo così sede abituale di eventi culturali di qualità.
Dopo i grandi successi delle mostre su Canova, gli Ezzelini ed i capolavori del Cinquecento Veneto, la città di Bassano del Grappa è orgogliosa di presentare, in occasione delle celebrazioni per il IV centenario dalle nascita della Beata Giovanna Maria Bonomo (1606-2006), un nuovo straordinario appuntamento culturale, voluto realizzato per illustrare al grande pubblico l'arte religiosa prodotta nel corso del Seicento, epoca di grandi e sconvolgenti cambiamenti culturali e artistici. Un evento reso possibile grazie all'importante contributo del ministero per i beni e le attività culturali - che in questa circostanza ha istituito un comitato nazionale nel cui ambito si realizza la mostra -,ed prezioso lavoro dei tre curatori - Francesco Buranelli dell'arte figurativa occidentale dell'Emitage) ed il dott.Mario Guderzo (storico dell'arte, assessorato alla cultura della città di Bassano del Grappa).
Più di settanta opere giungeranno a Bassano del Grappa dai migliori istituti mussali nazionali come la Pinacoteca di Brera, il Museo Nazionale di Capodimonte, ed internazionali come la Pinacoteca Vaticano e il Museo Ermitage di San Pietroburgo. Proprio con quest'ultima istituzione la città ha confermato, ora più di prima, uno straordinario sodalizio inziato già nel 2001, in occasione della mostra "il Cinquecento Veneto. Dipinti dall'Ermitage" e consolidato con la più recente retrospettiva dedicata a Canova. Oltre settanta opere provenienti da prestigiosi istituti museali nazionali ed internazionali come L'Ermitage di San Pietroburgo e la Pinacoteca vaticana, ed espressione del lavoro di illustri maestri tra i quali, Caravaggio, Peter Paul Rubens, Gian Lorenzo Bernini, Jusepe de Ribera, Murillo Carlo Maratta, Ludovico Carracci, Guido Reni, Luca Giordano, Pietro da Cortona, Federico Barocci, Leandro Bassano,  il Guercino, sono state riunite per testimoniare ed illustrare il fermento artistico che ha caratterizzato l'europa e l'italia nel XVII secolo e le modalità in cui l'arte è stata utilizzata per veicolare il messaggio religioso, in uno straordinario racconto narrato per immagini.   
 Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi Maestri del Seicento in Europa (particolare di unopera esposta)  Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi Maestri del Seicento in Europa (particolare di unopera esposta)
 Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi Maestri del Seicento in Europa (particolare di unopera esposta)  Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi Maestri del Seicento in Europa (particolare di unopera esposta)
 
Materiali per un approfondimento: 
A BASSANO DEL GRAPPA 'IL MERAVIGLIOSO E LA GLORIA'  
L'ARTE COME STRUMENTO DI TRASMISSIONE DEGLI IDEALI RELIGIOSI
"L'iconografia religiosa elaborata alla luce dei precetti diffusi nel XVII secolo e' raccontata attraverso 74 opere, tra dipinti, terracotte e acqueforti, nella mostra "Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi maestri del Seicento in Europa" che, dal 17 marzo al 10 giugno, sara' allestita a Palazzo Bonaguro a Bassano del Grappa. Nell'occasione saranno esposti capolavori di Bernini, Reni, Ribera, Carracci, Rubens, Guercino, Pietro da Cortona, Johann Liss, Federico Barocci, Leandro Bassano, Alessandro Algardi e Caravaggio, per proporre un racconto per immagini del rinnovato misticismo".
 
(Tratto da provinciadicomo.it - I grandi del '600, «Il Meraviglioso e la Gloria»)
Il '600 europeo raccontato dai suoi protagonisti più grandi, da Caravaggio a Guido Reni, da Bernini a Guercino a Rubens, seguendo l'iconografia del sentire religioso: è la grande mostra «Il Meraviglioso e la Gloria», dal 17 marzo al 10 giugno a Palazzo Bonaguro di Bassano del Grappa. L'iniziativa rientra nelle manifestazioni per il quarto centenario della nascita della beata Giovanna Maria Bonomo. Presentata ieri, la mostra è stata realizzata in collaborazione il Museo Ermitage di San Pietroburgo e i Musei e le Gallerie Pontificie, da cui provengono i due nuclei maggiori di prestiti. Opere in alcuni casi esposte regolarmente oppure provenienti dai depositi, ha precisato Mario Guderzo (direttore dell'Assessorato attività culturali di bassano del Grappa, che ha curato la rassegna insieme a Sergej Androssov (responsabile delle collezioni d'arte figurativa occidentale dell'Ermitage) e il direttore dei Musei Vaticani Francesco Buranelli. La vita e l'esperienza mistica della benedettina, monaca coltissima e perseguitata (accuse di stregoneria e pazzia bloccarono a lungo il processo di beatificazione), è soprattutto, hanno spiegato i curatori, un collegamento ideale per raccontare la vita spirituale degli anni della Controriforma. Un periodo questo di contraddizioni estreme, in bilico continuamente tra sacro e profano, dove lo sguardo al Divino in qualche modo lenisce le inquietudini umane, che la Rinascenza non aveva saputo placare, mentre la Chiesa ribadisce il suo primato contro i fermenti luterani. E al tempo stesso affida alle arti visive il compito di istruire spiritualmente moltitudini di fedeli. Con immagini visionarie, spesso impregnate di misticismo. «In queste grandi pale - ha detto Buranelli - l'aspetto divino e quello terreno si fondono» e il riproporle è una sorta di recupero della tradizione della cultura iconografica seicentesca. Se da un lato ciò riconduce ad una cristianità che, costruendo un linguaggio espressivo comune, conferisce unità territoriale, dall'altro quelle stesse atmosfere rimandano alle direttive sull'immagine scaturite dal Concilio di Trento.In esse, ha proseguito il curatore, si sottolineava il recupero della pudicizia e della dignità umana, perché il messaggio divino non doveva essere influenzato da parti del corpo denudate. È di questo periodo il fenomeno dei braghettoni, che arrivò a censurare persino gli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina. Ma negli stessi anni, ha aggiunto Buranelli, la pittura scopre un nuovo rapporto con la luce, che influenza l'architettura, la scultura, creando nuove dimensioni. Insomma, «l'esperienza barocca forma la cultura italiana ed europea», come dimostrano i capolavori selezionati per la mostra di Bassano del Grappa, che però coprono l'arco dell'intero secolo. A partire da Caravaggio, presente con due tele importanti, «L'Estasi di San Francesco» (dai Musei Civici di Udine) e «Santa Maria Maddalena in Estasi», l'unica opera in mostra proveniente da una collazione (romana) privata.
Tratto da undo.net
Il meraviglioso e la gloria - grande mostra aperta a Bassano del Grappa dal 17 marzo al 10 giugno - ha all'origine un'idea non comune. Viene concepita, cioè, come racconto della vita di un personaggio strepitoso, ancorché poco conosciuto, del XVII secolo. Uno di quei protagonisti del mondo cattolico post-conciliare che tante affinità e comunanze tra loro rivelano nelle scelte e nella biografia.
Giovanna Maria Bonomo viene celebrata nella "sua" città - la città che con Asiago la onora come patrona -, in occasione del quarto centenario dalla nascita, attraverso l'arte. Non appare mai direttamente; resta sottotraccia, all'ombra di una settantina di capolavori di pittura e scultura del Seicento europeo. Lei, titano della spiritualità, ma insieme campione dell'umiltà, diventa il filo conduttore della mostra, la vera, autentica ispiratrice.
Palazzo Bonaguro si dispone così ad accogliere un intrigante percorso, scandito in tappe che disegnano insieme il profilo di una figura eccezionale, tutta da riscoprire - anche da un punto di vista storico e culturale -, e quello multiforme e sfolgorante della manifestazione delle arti figurative e plastiche di un'epoca unica e inimitabile.
Si comincerà con i modelli di riferimento della Beata Bonomo: san Francesco e santa Chiara, santa Scolastica e santa Caterina da Siena; e, sopra tutti, san Benedetto. Miti del cattolicesimo, descritti di volta in volta da Ludovico Carracci, Leandro Bassano, Padovanino, Piazzetta... Ecco poi la geografia della devozione, "inevitabilmente" cristocentrica: con il bacio al costato divino immortalato da Besenzi, con il Gesù coronato di spine di Francesco Cairo. E gli angeli? Della venerabile monaca di Asiago si diceva che avesse un angelo personale, che le portava nella cella l'Eucaristia. Non poteva dunque mancare una "fermata" sul tema. Di spiriti alati ci parleranno, tra gli altri, Guido Reni e il Baciccio. La biografia di Giovanna Maria Bonomo narra di rivelazioni precoci, di sublimazioni dell'anima fin dall'infanzia più tenera. Così, la mostra bassanese prevede una sezione, cui uno dei curatori, Mario Guderzo, ha assegnato il titolo, bellissimo, I Santi bambini - I bambini santi. Vi compaiono artisti quali Piazzetta, Damini, Murillo; mentre Federico Barocci, con la Madonna delle ciliegie della Pinacoteca vaticana, lascia trapelare l'inquietante baluginio premonitore del martirio del Figlio di Dio. Si diceva dei modelli - giganti per fede e carità - a cui la Bonomo si ispirava; ma non si può dimenticare che anche la sua epoca fu epoca di grandi santi, da Carlo Borromeo a Francesco Saverio, da Teresa d'Avila ad Ignazio di Loyola, a Filippo Neri. Immortalati da contemporanei che si chiamavano Borgianni, Vassallo, Romanelli, Maratta. La mostra si spalanca poi al suggestivo capitolo delle straordinarie espressioni del misticismo della religiosa veneta: il transito, le visioni, l'estasi, il rapimento, le stimmate, passando per le forche caudine dei tormenti e delle tentazioni. Tante e notevoli le opere proposte, dalle terrecotte di Bernini e Algardi provenienti dall'Ermitage, a due capolavori di Caravaggio (il San Francesco che riceve le stimmate e la Maddalena in estasi), a dipinti di De Ferrari, Ricchi, Strozzi, Pietro da Cortona. Dopo essersi soffermata sul tema della carità, somma virtù cristiana, la rassegna bassanese si conclude rammentando la solennità della morte, l'attesa chiamata di Dio, e cantando la Gloria, giusto premio per una vita di santità. Emerge, in queste estreme sezioni, tra le tele del Baciccio, di Pittoni, di Liss, la splendida Assunzione di Maria Vergine di Rubens, prestata ancora dall'Ermitage.
Tratto da aidanews.it
Bassano del Grappa: Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi maestri del Seicento in Europa. Una mostra per ricordare anche la Beata Maria Giovanna Bonhomo
Roma, 21 febbraio 2007 (servizio del nostro inviato A. Miatello). Si è svolta ieri all'Accademia di San Luca in Roma la conferenza stampa della prossima mostra che si svolgerà a Bassano del Grappa dal 17 marzo al 10 giugno 2007 "Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi maestri del Seicento in Europa".  
Si tratta, come hanno spiegato gli organizzatori (per il Comune di Bassano il sindaco Bizzotto, l'assessore Fabris, il curatore Guderzo, il direttore dei Musei Vaticani Buranelli, per la regione Veneto Miracco e la studiosa Bottecchia Dehò), di un'iconografia religiosa elaborata alla luce dei precetti diffusi nel XVII secolo (periodo della Controriforma) che viene "raccontata attraverso 74 opere, tra dipinti, terracotte e acqueforti". La mostra "Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi maestri del Seicento in Europa" sarà allestita a Palazzo Bonaguro a Bassano del Grappa (vicino al Ponte degli Alpini), già sede del grande evento sugli Ezzelini di qualche anno fa. "Nell'occasione saranno esposti - come ha precisato lo storico Guderzo - capolavori di Bernini, Reni, Ribera, Carracci, Rubens, Guercino, Pietro da Cortona, Johann Liss, Federico Barocci, Leandro Bassano, Alessandro Algardi e Caravaggio, per proporre un racconto per immagini del rinnovato misticismo". Sarà una grande occasione ammirare un Leandro da Bassano, La moltiplicazione dei pani e la mistica propagazione della regola di san Benedetto agli ordini monastici e cavallereschi benedettini, che "ritorna" così nella sua città natale, un Caravaggio del 1606, Santa Maria Maddalena in Estasi, ed altri considerati minori di notorietà ma non di bravura pittorica.   
"Nel Seicento - aggiunge Guderzo - l'arte torna ad essere strumento privilegiato nella comunicazione e nella trasmissione degli ideali religiosi: la Chiesa, rinnovata e rafforzata dopo il Concilio di Trento, costituisce ancora uno dei massimi committenti d'opere d'arte e, quindi, attiva finanziatrice e promotrice di opere che testimonino il messaggio positivo di cui essa è portatrice: arte, quindi, come strumento di formazione per il fedele. I più grandi artisti del tempo si misurarono con le tematiche riguardanti estasi mistiche e apparizioni, creando dipinti e sculture destinate a corredare i grandi apparati scenici delle chiese".
"La mostra "Il Meraviglioso e la Gloria" - ha spiegato l'assessore Fabris - "è l'evento culminante, la sintesi dell'idea di celebrare la Beata Maria Giovanna Bonhomo, della quale ricorre il 400° anniversario della nascita e alla quale Bassano del Grappa (ed Asiago) rende omaggio con un progetto celebrativo importante, che interessa non solo l'arte, ma anche la musica, il teatro, il cinema e la letteratura". (...)  Si è voluto da una parte onorare la vita di una donna e di una religiosa che segnò il suo tempo al pari di Sant'Ignazio di Loyola e Santa Teresa D'Avila, ma contestualizzre i suoi meriti e riferimenti spirituali nel clima storico ed intellettuale della Controriforma". E questo straordinario evento di ricorrenza si è avvalso dello studio svolto con accuratezza dalla paleografa Maria Elisabetta Bottecchia Dehò che ha di recente pubblicato un saggio monografico "Canto dell'amore nascosto: Beata Giovanna Maria Bonhomo" (edito da La Serenissima), in cui ripercorre l'itinerario di vita con i suoi aspetti spirituali ed intimi della monaca benedettina che fu Abbadessa nel monastero di San Gerolamo. Giovanna Maria nacque ad Asiago il 15 agosto del 1606 da famiglia nobile e benestante e morì vecchia ed ammalata a Bassano il 1° marzo 1670. "Fu abbastanza venerata nel suo territorio - ci sottolinea Bottecchia Dehò - che provocò un clima di fervore devozionale che promosse il Processo di beatificazione che iniziò nel 1699, chiamando a deporre 143 testimoni". Fu celebrata la solenne cerimonia della beatificazione da papa Pio VI nella Basilica di san Pietro il 9 giugno 1783 e solo di recente si è avviato in suo favore il processo di canonizzazione.    
L'esposizione, che vanta la cura di Sergej Androsov, responsabile delle collezioni dell'arte figurativa occidentale dell'Eremitage; Francesco Buranelli, direttore Musei e Gallerie Pontificie e Mario Guderzo, direttore assessorato Attività Culturali di Bassano del Grappa, è resa possibile grazie alla collaborazione di due importanti istituzioni museali, quali i Musei e le Gallerie Pontificie e il Museo Statale Eremitage di San Pietroburgo ("con cui la città di Bassano del Grappa ha da tempo instaurato un forte rapporto" - ha voluto precisare il sindaco Bizzotto, nel ringraziare la collaborazione e le opportunità comuni che ne scaturiscono), dal quale giungono anche importanti nuclei di opere, che si affiancano ai prestiti dei tanti musei e collezioni private (Pinacoteca di Brera, Musei Capitolini, Palazzo Venezia, Museo Diocesano di Genova, Musei di Capodimonte, collezioni Lemme).
 
I catalogo è di Skira e l'Ufficio Stampa è curato da Villaggio Globale International (signora Antonella Lacchin) a cui è affidata anche l'organizzazione generale. E' prevista nel periodo della mostra, solo per gruppi e previa prenotazione obbligatoria, un servizio di ristorazione effettuato dai ristoratori Bassanesi presso Palazzo Bonaguro (tel. 0424217809).
Prenotazioni tel. 0424502923 (attivo dal 17 marzo)
www.vivibassano.it
www.vivaticket.it   
Palazzo Bonaguro
Bassano del Grappa (Vicenza)  
Data 17 marzo-10 giugno 2007
Orario Tutti i giorni dalle ore 9.00, Alle ore 19.00 (chiusura Biglietteria ore 18.00)
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