![]() |
|
![]() |
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 11.02.2007
In breve:
È vero che Cavaglieri è sempre stato noto, ma bisogna anche ammettere che lo è stato presso un pubblico selezionato di critici e artisti, anzi presso un certo tipo di critici, nella favorevolissima convergenza fra due 'grandi critici' come Roberto Longhi e Carlo Ludovico Ragghianti, e presso un certo tipo di artisti, con particolari formazioni, e predilezioni.
![]() |
Eppure Mario Cavaglieri si distingue dalle tendenze post-impressioniste francesi anche se viene spesso paragonato a Bonnard o al Matisse anni '20 -'30. La parola che definisce al meglio il suo stile è forse "sincretismo". Dopo un periodo accademico, dove predominava il paesaggio, la sua tecnica evolve, verso una spiccata gestualità della pennellata, lineare e materica, che prende vita dalle tendenze artistiche del primo Novecento, e si sviluppa in un personale linguaggio pittorico da cui deriva un espressionismo fuori dal comune. Una pennellata vigorosa, con impasti pittorici, che fa vibrare la composizione. La scelta per un cromatismo aggressivo è dominata da toni freddi alle volte presenti anche nei colori più caldi. Gli accordi altisonanti dei rossi, verdi e azzurri diventano elementi attraverso i quali l'artista ci comunica un'emozione. Gli insegnamenti di Laurenti riguardo alle nuove tendenze decorative nella pittura, incanalarono gli interessi di Cavaglieri che tuttavia, come ci dice Sgarbi, anziché aderire "al decorativismo caro ad Aurier, fortemente soggettivo, parallelamente sviluppato dalla Secessione di Monaco e di Vienna, Cavaglieri rivolge la minima attenzione all'intento simbolista, preferendo alla vecchia e nuova mitografia una dimensione decisamente meno eroica, più legata al presente, e secondo una prospettiva di edonismo intimo, quotidiano, domestico".
|
![]() |
![]() |
![]() |
Cavaglieri scopre la figura umana ed inizia a ritrarre i domestici ed il suo ambiente familiare. Ma l'oggettività di questo intimismo viene traslata da una tecnica vivace in un universo di "spiritualità" pura, dove il dato percettivo coinvolge le emozioni dello spettatore attarverso una semplificazione delle raffigurazioni. La figura rimarrà una costante nella sua opera, e anche più tardi, quando incontrerà il suo grande amore Giulietta Catellini, non si stancherà mai di dipingerla e sbozzarla in numerosi disegni. La figura, il paesaggio e gli ambienti sono elementi complementari che vengono inseriti sullo stesso piano, esaltando prima di tutto "la bellezza delle loro forme" che si incorporano. La visione dandy-decadente di Controcorrente con l'opera di Cavaglieri trova un epigono, che tuttavia detrae il senso "negativo" per inneggiare alla vita. Una poetica personale, in piena autonomia, con la quale realizza una propria dimensione contemplativa che riconquista quando si ritira nella sua residenza in Francia, dopo essersi ispirato per molti anni all'universo dei salotti delle ricche famiglie e dell'alta aristocrazia. Dipinge come un cronista le persone che lo circondano soprattutto fra il 1913 e il 1918. La guerra, il Déco e la belle époque, come stilemi inconfondibili di un epoca, fanno da sottofondo. Nei dipinti, troviamo il taglio alla garçonne, il costume a righe, i tratti salienti dei volti. È raro trovare un artista che sia riuscito così bene a consegnare ai posteri la freschezza sensoriale del passato. Non è
Nella cittadina natale di Rovigo, a Palazzo Roverella, fino al 1° luglio 2007, sono esposte oltre 160 opere, che ripercorrono la carrirera di Cavaglieri, in ricordo di un artista che merita di essere maggiormente rappresentato nei libri d'arte e rivalutato come Maestro.
Informazioni:
Mario Cavaglieri 10 febbraio - 1 luglio 2007 - Rovigo, Palazzo Roverella - Via Laurenti - Feriali e festivi 9.00-19.00; sabato 9.00-23.00 - Chiuso i lunedì non festivi
Mario Cavaglieri, biografia
Pittore, Mario Cavaglieri nasce il 10 luglio
La sua famiglia borghese di fede ebraica, originaria di Venezia, nel 1896 si trasferisce a Padova, dove Mario Cavaglieri inizia gli studi classici e manifesta un'inclinazione per il disegno e la pittura. Segue lezioni di disegno e percorre un'adolescenza serena in un ambiente privilegiato di fine Ottocento. Le sue prime composizioni raffigurano paesaggi montani e scorci urbani ma lentamente si profila un interesse per la figura umana alla quale si dedica con modelli scelti fra giovani contadini, pastori e domestiche. Coltiva un profondo senso poetico in particolare per Pascoli, d'Annunzio e Gozzano. Nel 1906 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza a Padova, tuttavia prosegue nella pratica pittorica sotto la guida del pittore Giovanni Vianello e in seguito presso lo studio veneziano di Cesare Laurenti. Presso Vianello ha la possibilità di incontrare Felice Casorati, con il quale condivide il periodo iniziale della carriera artistica partecipando nel febbraio del 1907 alla Esposizione internazionale della Società delle Belle Arti e Amatori d'Arte di Roma. Mario Cavaglieri abbandona il classicismo delle prime opere, e si evolve verso una pittura con un tocco più vivace, indirizzando il suo interesse verso composizioni d'intimismo ritrae il suo ambiente famigliare: la sorella Gilda diventa il soggetto principale di numerosi quadri e disegni. Nel 1907 lascia gli studi universitari per dedicarsi alla pittura e s'iscrive ai corsi di Cesare Laurenti, a Padova. Dopo l'esordio nella Esposizione internazionale di Roma del 1907, l'anno seguente partecipa alla mostra padovana presso il Circolo Filarmonico Artistico in cui vende la sua prima opera. Nel 1909 prende parte a tre esposizioni:
Hanno detto di lui:
"Straordinario, il Cavaglieri degli anni dieci e venti. Straordinario il modo in cui, con la genuinità d'approccio del provinciale diventato uomo di mondo, imparando a non soffrire più alcun complesso d'inferiorità, con la spregiudicatezza del non professionista, da dilettante di genio, da dandy benestante, dedito ai piccoli-grandi piaceri della vita mondana, con la libertà d'azione del 'non militante', riesce a individuare una propria strada nella grande linea maestra del post-Impressionismo francese, quella dei nabis e dei fauve in particolare, senza rinnegarli, proponendo semmai varianti autonome, sviluppando direzioni parallele, ma non convergenti." (Vittorio Sgarbi)
"Cavaglieri's work looks to be rooted in the flashy and chic art of 19th-century painters like Sargent and Boldini, and to be later affected by more modern figures like Matisse and Klimt." (Michael Kimmelman)
"A Rovigo, a Palazzo Roverella, porte aperte alla retrospettiva su Mario Cavaglieri, il cosiddetto Gabriele D'Annunzio dell'arte, un omaggio doveroso da parte della sua città natale ad un artista edonista attratto dall'intrinseca eleganza dei salotti mondani fin de siècle. Non a caso la sua pittura possiede un intrinseco incanto letterario, nei suoi quadri affiorano alcune stoffe, cappelli, arredi, orologi, resi con opulenza barocca, che sembrano tradurre in immagini le pagine dei romanzi dannunziani." (Laura Larcan)
"Per troppo tempo la storia dell'arte contemporanea ha sofferto della schematica consequenzialità cubismo-futurismo-astrattismo e chi ne rimane fuori paga lo scotto dell'oblivione, può essere perfino ignorato come è avvenuto negli anni trenta-quaranta con il veneto Mario Cavaglieri e il bolognese Carlo Orsi, artisti singolari nelle loro espressioni". (Raffaele De Grada, Lorenza Salamon)
"Il tema degli interni resta costantemente al centro della ricerca dell'artista, del quale la studiosa ha evidenziato i 'contatti' con i maestri fiamminghi del '600, la pittura di Matisse (per il gusto di trasformare le tele decorativamente 'in mosaici di superfici colorate' e la ricorrente variante del 'quadro nel riquadro'), Vuillard e Bonnard ('ritratti di porzioni di realtà non organizzata, dove la natura morta è solo un particolare colto con il teleobiettivo'), il cinema di Luchino Visconti, le descrizioni di dimore altoborghesi nella prosa di Giorgio Bassani e le 'favole mondane' di Gabriele D'Annunzio. Dopo il 1923 le vedute si faranno più ampie, quasi viste da un grandangolare, e sempre più disabitate." (Anna Anselmi)