
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 11.12.2007
In breve:
Dopo le dimissioni a fine luglio dell'imprenditore Giuseppe Manni (nominato dall'allora sindaco Paolo Zanotto), seguite poco dopo da quelle di Giovanni Aspes (rappresentante della Fondazione Cariverona), ieri è arrivata come una tempestata la decisione di Giorgio Battistelli.
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"Confermo le mie dimissioni. Alla Fondazione Arena di Verona non potevo più lavorare a causa delle sovrapposizioni e dei contrasti tra le mie funzioni di direttore artistico e quelle di altri dirigenti" - ha spiegato ieri Giorgio Battistelli, romano, 54 anni, tra i compositori viventi più eseguiti e stimati in Europa (tre settimane fa a Parma è andata in scena la sua ultima opera ispirata al film "Miracolo a Milano), direttore della Biennale Musica di Venezia dal 2004. Battistelli, nominato direttore artisitico il 12 dicembre 2006, aveva firmato un contratto che lo legava alla Fondazione Arena fino al 2010. In ottobre aveva deciso di dimettersi, accettando allora di fermare tutto fino a fine novembre, forse nella speranza di smuovere qualcosa nella situazione della Fondazione Areniana. Il sovrintendente Claudio Orazi ha cercato di convincerlo a cambiare idea, "congelando le dimissioni di Battistelli, ma sembra che non ci sia riuscito. La questione delle dimissioni presentate dal direttore artistico sarà affrontata nel corso della prossima riunione del consiglio di amministrazione, e al momento è stata congelata" - ci ha precisato un collega milanese.
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Alla Fondazione Arena pare che la situazione non sia risolvibile, e che Battistelli abbia "approfittato del cambio di rotta impresso dal sindaco leghista Flavio Tosi con la nomina a direttore operativo del suo delfino Francesco Girondini per cambiare aria" - secondo quanto si sente tra le persone più vicine all'ente. Che Battistelli fosse di sinistra ma che avesse qualcosa da dire nei confronti del nuovo sindaco ci par di capire sia un po' esagerato. In provincia si ragione sempre in questi termini.
I problemi per
"Si tratta di contrasti che compromettono un normale e proficuo svolgimento della programmazione artistica della Fondazione" - ha sostenuto Battistelli, che a Verona era arrivato con il preciso scopo di "svecchiare l'Arena, o piuttosto di far dialogare la tradizione e la modernità, Verdi e la musica tecno, l'Aida di sempre e quella (forse) di domani". Una scommessa, quella di fare musica innovativa proprio in uno dei templi più tradizionali della lirica, che sembrava fosse stata anche vinta da Battistelli, visto il buon risultato dell'ultimo festival areniano con l'Aida elettronica dei Matmos all'Auditorium della Gran Guardia.
Chi lo sostituirà? Si saprà mai la verità? Forse con un piatto di gnocchi ed un bicchiere di Raboso all'ombra delle piazze si potrà arrivare ad una conclusione più rosea.