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Antonia Arslan: ...nei libri di scuola non si parla del massacro degli Armeni

Antonia Arslan 
Padova, 13 dicembre 2007. "Scrivere è un'emozione straordinaria, innanzitutto c'è la fatica di cominciare, io stessa non ero sicura che sarei riuscita a farlo e a farlo bene. Avevo ascoltato tanti racconti ma passare alla penna non è stato facile. Oggi rifiuto tanti inviti, da studenti, lettori, atenei, società di ricerca, da tre anni giro per l'Italia e per il mondo a presentare il mio libro, ormai tradotto in 14 lingue, le ultime sono lo sloveno, il giapponese e l'ungherese. L'americana è certo la più importante perchè è capita ovunque, ebbene l'anno scorso "La masseria delle allodole" è entrata nella top-ten dei romanzi stranieri più venduti, ed è andata presto esaurita". Così, nella sua innata spontaneità la scrittrice padovana Antonia Arslan si è espressa di fronte ad un nugolo di studenti delle superiori. La signora Arslan ha partecipato alla fase di approfondimento del progetto "Educazione alla pace ed alla convivenza democratica" gestito dai professori di religione dell'Itis, in collaborazione con quelli di lettere e storia, che ha puntato ad analizzare alcuni tragici aspetti della storia del ventesimo secolo, dal genocidio degli Armeni nella prima guerra mondiale al massacro degli ebrei nel secondo conflitto.
La signora Arslan, di cui abbiamo ampiamente parlato quando fu finalista del Campiello, è stata docente di letteratura moderna e contemporanea all'Università di Padova, pubblicando numerosi saggi di narrativa popolare e d'appendice, neovincitrice del Premio Fumagalli. Qualche parola l'ha spesa per spiegare ai ragazzi come è avvenuto lo sterminio degli Armeni con inaudita ferocia tra il 1915 e il 1916. "Io ho raccontato una vicenda che avevo dentro fin dall'infanzia - ha detto davanti ad un'attentissima platea giovanile - e la reazione dei miei lettori è sempre stata di curiosità e voglia di approfondire, saperne di più, visto che nei libri di scuola del massacro degli Armeni non v'è traccia".
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