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Baratta passa con 16 sì ed un no alla Commissione Istruzione del Senato. E' il presidente della Fondazione La Biennale di Venezia per il quadriennio 2008-2012

arte, cinema, danza, musica, teatro
Roma, 13 dicembre 2007 (dal nostro corrispondente Beniamino Quarti). Paolo Baratta è presidente della Biennale. La commissione Istruzione di Palazzo Madama, a scrutinio segreto, ha approvato la proposta di nomina formulata dal ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, con 16 sì e 1 no, benché nessuno dei senatori intervenuti per dichiarazioni di voto (in rappresentanza di An, Fi, Verdi-Pdci, Prc, Pd, Udc e Liberaldemocratici) avesse espresso parere contrario. Con la votazione di ieri - quella della competente commissione di Montecitorio risale alla scorsa settimana - si esaurisce l'iter del decreto di nomina. "E la vita dell'attuale Cda" - precisa Franco Miracco, consigliere di nomina regionale, che da domani sarà seduto attorno ad un tavolo con altri a Venezia.
Tra i più soddisfatti, come ci risulta dalle dichiarazioni, è il relatore della proposta di nomina Carlo Fontana, ex Sovrintendente della Scala, amico di Baratta, che così si è espresso: "un consenso così ampio - puntualizza il senatore del Pd-Ulivo - garantisce l'autonomia di cui il presidente della Biennale ha bisogno per operare al meglio. Ho proposto alla commissione di ascoltare quanto prima l'ingegner Baratta perché ci renda partecipi dei suoi programmi". Secondo Fontana, che ha diffuso il testo della sua relazione, "negli anni della sua presidenza Baratta ha saputo esprimere grandi capacità progettuali, in particolare nel recupero dell'Arsenale. Ciò ha permesso di utilizzare al meglio gli ampi spazi disponibili, consentendo di riportare la Biennale Arte ad alti livelli qualitativi. Così come la realizzazione di ben due spazi teatrali ha offerto ai settori del teatro, della musica e della danza l'opportunità di ritrovare la giusta vocazione sperimentale. La trasformazione di questi spazi in strutture produttive ha indicato una linea che a mio giudizio dovrebbe esser fatta propria da ogni ente culturale, cioè quella di indirizzare i propri sforzi verso la produzione culturale piuttosto che sul mero consumo". Approfittando dell'occasione, il relatore critica aspramente l'applicazione dello «spoil system» agli enti culturali: "L'appartenenza politica non deve e non può far premio sui risultati raggiunti in ambito culturale". Ma per tenere alto il grado di sostegno ci pensa il presidente Galan: "Il voto positivo sia alla Camera che al Senato sulla candidatura di Baratta - commenta il presidente delal Regione - è il frutto di quel clima di intelligente e utile collaborazione che si è realizzata in Veneto, soprattutto in campo culturale, tra centro destra e centro sinistra".
Stiamo a vedere se i buoni propositi seguiranno altrettanti proverbiali progetti. Di solito all'inizio sono quasi tutti d'accordo e ci bevono sopra un calice di prosecco, ma poi man mano che i tempi passano e le spese lievitano allora peste e corna si fanno avanti. Tutti contro tutti. 
 
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