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Asta di opere d'arte di artisti inglesi per finanziare il restauro della chiesa di San Giorgio

Money, money 
Venezia, 18 febbraio 2007. Nel 1605 il governo veneziano concesse all'ambasciatore inglese presso la Serenissima, Sir Henry Wotton di includere una cappella per le attività religiose all'interno della sua residenza, il Palazzo Da Silva a Cannaregio. A quattro secoli di distanza da quell'evento, la comunità anglicana di Venezia ha voluto celebrare la ricorrenza, iniziando una raccolta di fondi per mettere mano al restauro della chiesa di San Giorgio, in campo San Vio,
La chiesa, costruita sul retro di Palazzo Barbarigo. già sede a metà del XIX secolo di un'importante vetreria di proprietà di Sir Henry Layard, fu consacrata al culto nel 1892. Dal1926 vi ha sede il memoriale dedicato ai soldati inglesi morti in Italia durante la prima guerra mondiale: lo testimonia il bassorilievo, intagliato da Napoleone Martinuzzi e posto sopra il portico di entrata.Gli anglicani che risiedono stabilmente a Venezia sono pochi, qualche decina appena, compreso il cappellano, il reverendo John- Henry Bowden. Non sono in grado di far fronte alle spese, calcolate intorno ai 500.000 euro (£ 350.000 sterline). La chiesa è tuttavia un punto di riferimento importante per chi, pur non abitando a Venezia, vi trascorre per più o meno lunghi periodi. Inoltre, aggiunge Lady Frances Clarke è il punto di riferimento per la comunità triestina e per i ben 50 nigeriani, di religione anglicana che risiedono a Padova.Per trovare i fondi è stata avviata un'iniziativa abbastanza singolare. La scorsa primavera 24 artisti, in prevalenza inglesi, ma non solo, sono stati ospitati per tre giorni a Venezia. Liberi di girare la città per trarne ispirazione per le loro opere , in prevalenza dipinti. Le 64 opere finali sono state esposte questo gennaio nella sede londinese di Sotheby's, messa a disposizione dalla casa d'aste. Una percentuale sul ricavato delle vendite è stata devoluta a favore della chiesa di San Giorgio.
Quali sono gli interventi necessari? Innanzi tutto il restauro del tetto, già iniziato, grazie anche a un contributo del Comune di Venezia, ma per il quale occorrono altre risorse; poi gli intonaci e infine le migliorie circa gli impianti e i servizi.
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