
Articolo di: Angelo Miatello
Pubblicato il: 19.11.2006
In breve:
I curatori Paolo Baldacci e Gerd Roos si sono infatti mossi fin dall'inizio nell'intento di illustrare al grande pubblico la complessità di un artista, che ha prodotto un corpus di opere vastissimo, ma discontinuo e con una produzione sessantennale, segnata da contraddizioni e frequenti inversioni di rotta. Giorgio de Chirico (Volos 1888 Roma 1978) con la sua pittura metafisica, sviluppatasi tra la fine del 1909 e la fine del 1918, anticipò molti aspetti di movimenti quali il Dadaismo, il Surrealismo e il cosiddetto Realismo Magico, e fu un punto di riferimento stilistico fondamentale per il '900 pittorico e architettonico.
Padova, 19 novembre 2006 (servizio del nostro inviato A. Miatello). Un de Chirico "mai visto e nemmeno immaginato". E' quello che promettono i curatori dell'attesa retrospettiva, che si terrà a Padova, a Palazzo Zabarella della Fondazione Bano, dal 20 gennaio al 27 maggio 2007. Esposte oltre cento opere, che ripercorreranno la lunga attività creativa dell'artista di Volos, tra i maestri italiani, a detta dei critici, quello che ha maggiormente influenzato l'arte del '900. La rassegna si prefigura come un'occasione straordinaria per ammirare, oltre alla più ampia selezione mai offerta (in Italia) di opere metafisiche e dei primi anni '20, molti dipinti che non compaiono in mostre pubbliche o private da prima della seconda guerra mondiale.
I curatori Paolo Baldacci e Gerd Roos si sono infatti mossi fin dall'inizio nell'intento di illustrare al grande pubblico la complessità di un artista, che ha prodotto un corpus di opere vastissimo, ma discontinuo e con una produzione sessantennale, segnata da contraddizioni e frequenti inversioni di rotta. Giorgio de Chirico (Volos 1888 Roma 1978) con la sua pittura metafisica, sviluppatasi tra la fine del 1909 e la fine del 1918, anticipò molti aspetti di movimenti quali il Dadaismo, il Surrealismo e il cosiddetto Realismo Magico, e fu un punto di riferimento stilistico fondamentale per il '900 pittorico e architettonico.
La sua opera, la cui portata rivoluzionaria si manifesta ampiamente fin dagli anni '10, non cessò di esercitare un largo fascino anche nel secondo dopoguerra, influenzando in modo determinante
Tale libertà espressiva è stata all'origine di feroci polemiche, interpretata spesso come l'espressione di un'ispirazione perduta. Tant'é che la morte artistica di de Chirico è stata proclamata più volte, ad ogni svolta di stile, senza però mai trovare un accordo sulla data. La mostra si articola in numerose sezioni, partendo dai primi quadri simbolisti (1909) e con un'enfasi particolare sui capolavori del periodo metafisico (1910-1919), per proseguire con la fase classica (1920-1922) fino al nuovo romanticismo delle 'ville romane' (1923-1924). Si prosegue quindi con i miti moderni degli 'anni ruggenti' (1925-1929), i 'bagni misteriosi' e la metafisica dell'America (1934-1937). Il percorso espositivo si chiude con la celebrazione di sé come pittore 'in costume' al di là del tempo (1939-1954) e con la parodia ironica dei suoi antichi misteri (1968-1974).