Rivista AIDANEWS | Museo Giorgione | Fashion Law | Ass. AIDA | Galleria So!o Arte | Per Castelfranco | ASIAC

La vernice della mostra di Treviso: un 900 strabiliante. Omaggio a Emilio Vedova

Treviso, 28 ottobre 2006. Emilio Vedova, uno dei massimi protagonisti dell'astrattismo del '900, è morto due giorni fa a Venezia e proprio il giorno prima dell'inaugurazione della mostra trevigiana. Ieri mattina, alla vernice fissata per la stampa, si è registrato un po' di trambusto. In ritardo i professori che hanno curato l'esposizione, mentre i giornalisti vagavano in ordine sparso nelle sale della mostra, senza guida e senza "Ciceroni".
Un intoppo che è stato sanato, nel primissimo pomeriggio, da una chiacchierata con i disponibilissimi curatori della mostra, i professori Nico Stringa e Giuseppe Pavanello, e da Andrea Brunello, di Artematica, organizzatore dell'evento.
Immancabilmente l'accento è caduto proprio su Vedova, che nella mostra occupa uno spazio importante. A lui è dedicata la sezione finale con tredici tele del primo periodo del maestro, fino agli anni '60. Le tecniche si mescolano, insieme all'olio compare la volgarissima tempera che, però, gli consente di creare il movimento aggiungendo corposità e spazialità all'opera. E poi, le tele realizzate con colori poveri, il bianco e nero, del 1949 e del 1950. Tele che lo stesso Vedova non aveva più visto e che avrebbe ricomperato volentieri. È la curiosità che hanno tirato fuori ieri proprio i due curatori, assicurando che avevano sottoposto il progetto allo stesso Vedova e che lui avrebbe voluto riappropriarsi di quei lavori giovanili - all'epoca aveva 29 anni - che vendeva a poco pur di realizzare. «La mostra gli era piaciuta» ricordano Stringa e Pavanello che, anche per mancanza di spazio espositivo, non hanno ricompreso i "Plurimi", di enorme pezzatura, del maestro. Ma su di lui, sul genio di Vedova, sono in preparazione due antologiche a Roma e Berlino.
 

 
Torna su

 

Mappa del sito 0,0938