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GIUSEPPE GARIBALDI - Nel Bicentenario della nascita. Tra realtà e mito (a Mantova, Genova e Milano, a cura di Fabio Giuliani)

Il mito di Garibaldi 
Milano, 13 gennaio 2008 (servizio di Fabio Giuliani). Iniziate in sordina le celebrazioni del Bicentenario della nascita di Garibaldi con Brescia apripista nei Musei di Santa Giulia dove venne esposta dal 3 Maggio la Collezione Tronca dell'attuale Prefetto cittadino appassionato ed esperto di vicende garibaldine tanto da aver raccolto circa 500 pezzi tutti pubblicati nel catalogo edito da Grafo, ora sono esplose in varie mostre; citiamo qui le tre fondamentali.
A Brescia segue Mantova con una proposta particolare a Palazzo Te: 'LA NAZIONE DIPINTA. STORIA DI UNA FAMIGLIA TRA MAZZINI E GARIBALDI'. Come ci avverte il curatore Maurizio Bertolotti, Presidente dell'Istituto mantovano di Storia Contemporanea, questo evento "non si limita come gli altri a ricordare l'eroe dei due mondi. Il taglio è narrativo oltre che storico, ampio sia dal punto di vista cronologico che tematico: l'indagine sul processo di costruzione dell'Italia va oltre il 1861 a scoprirne cultura, trasformazioni e realtà prima e dopo l'Unità."
Lo spunto dell'esposizione è la storia della famiglia mantovana Achille Sacchi ed Elena Casati.
Achille (1837-1890) fu medico e patriota. Con Garibaldi nella difesa di Roma del 1849 partecipò poi allo sfortunato moto mazziniano del 1853. Medico a Genova, fu collega di Agostino Bertani, uno dei futuri ideatori della Spedizione dei Mille, tornato a Mantova dal 1866 fu attivissimo nel promuovere il movimento democratico e repubblicano; la moglie fu anticipatrice dell'emancipazione femminile, simbolo, entrambi, del progressismo risorgimentale lombardo, una coppia in contatto diretto con i contemporanei protagonisti della storia e dell'arte come risulta da un vasto archivio. Più di 80 sono le opere esposte in 10 sezioni che ricostruiscono l'epoca in cui protagonisti vissero fra cospirazioni, epopea garibaldina, la miseria del mondo contadino, le scuole, la salute. Testimoni di quel mondo gli artisti a cominciare da Hayez con 'La meditazione' e una versione del 'Bacio' inedita in Italia, dai fratelli Gerolamo e Domenico Induno, Silvestro Lega, Pagliano, Segantini per finire con alcuni bozzetti di Pellizza da Volpedo per il 'Quarto Stato'.
Sempre a Mantova in simultanea a questa, al vicino Museo della Città di Palazzo San Sebastiano vediamo: "I LEONI DI GARIBALDI. GARIBALDI E I GARIBALDINI DELLE TERRE MANTOVANE NELLE COLLEZIONI CIVICHE' in cui, in sette sezioni, si esamina il rapporto fra movimento risorgimentale locale e Garibaldi con una accurata ricognizione dei patrioti mantovani fra cui il giovane colonnello Giovanni Chiassi, morto a Bezzecca al quale è dedicato il monumento che lo ritrae al naturale nella salita al Castello di Castiglione delle Stiviere.
 
Il catalogo di entrambe le mostre è edito da Skira.
Palazzo Te - Fruttiere. Viale Te 19 ; fino al 13 Gennaio 2008 ; orari:
lunedì 13-18,30 ; da martedì a domenica 9-18,30 ; biglietti: intero Euro 10, ridotto Euro 7
Info: 0376-323266 ;
www.centropalazzote.it 
 
La parte del leone nelle celebrazioni la fa certamente Genova con ben cinque mostre racchiuse nel titolo 'GARIBALDI. IL MITO'
1) A Palazzo Ducale, Appartamento del doge è allestita la rassegna 'Da Lega a Guttuso' in 12 sezioni in cui artisti di generazioni diverse interpretano il tema del leggendario eroe: circa 150 opere fra cui dipinti di Fattori, Caffi, Piccio, Guttuso. Attraverso poi la presenza di una serie di bozzetti e modelli è possibile seguire l'evoluzione della scultura monumentale che ha fatto di Garibaldi il protagonista del Risorgimento e del nostro paese, la figura più amata e rappresentata nelle Piazze d'Italia.
2) Alla Galleria d'Arte Moderna della vicina Nervi è allestita l'esposizione 'Da Rodin a D'Annunzio: un monumento ai Mille per Quarto'. L'intento è raccontare come nell'ambito del simbolismo europeo il segno e l'eredità artistica di Michelangelo, filtrati dall'arte di Rodin, siano stati adottati per celebrare il mito di Garibaldi. Simbolismo che ispira allo scultore Eugenio Baroni (Taranto 1880-Genova 1935) il progetto del monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi e alla partenza dei Mille dallo scoglio di Quarto, inaugurato il 5 Maggio 1915 con un celebre intervento di Gabriele D'Annunzio. Accanto all'opera di Baroni sono esposti dipinti, sculture e grafica di famosi artisti dell'epoca fra cui Sartorio, Chini, Nomellini.
3) Alla quasi attigua Wolfsoniana vediamo 'Manifesti e Propaganda', una raccolta di manifesti, cartoline e memorabilia provenienti da collezioni pubbliche e private; è visibile qui come l'immagine dell'eroe sia stata piegata nel tempo alle varie esigenze ideologiche: da eroe risorgimentale a icona dell'originario movimento fascista, da eroe romantico e nazionalpopolare a testimone per le elezioni del 1948 del Fronte Democratico Popolare.
4) Museo del Risorgimento: 'Genova garibaldina'. Attraverso dipinti, cimeli, bandiere, armi, scritti originali e giornali si evidenzia il ruolo principe che Genova ha avuto nel creare il mito di Garibaldi.
E' la città da dove Garibaldi parte e dove arriva dai suoi viaggi oltreoceano, dove prepara la Spedizione dei Mille nel 1860, dove si costruisce e consolida la sua capacità di trascinare e di lottare per l'ideale di libertà.
E' importante il contributo del materiale proveniente dalla Fondazione Spadolini e dalla bresciana Raccolta Tronca.
5) Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti: 'Il monumento equestre di Augusto Rivalta'.
Il bozzetto preparatorio di questo monumento è posto in relazione visiva con la statua che dal 1893 domina Piazza De Ferrari, la principale della città, al quale, curiosamente, è stato posto per l'occasione un drappo rosso. Documenti d'archivio, dipinti ed incisioni illustrano la genesi dell'opera.
Cataloghi: Giunti Arte mostre e musei
Informazioni: Tel. 010-5574064 / 65 ;
www.palazzoducale.genova.it 

Infine a Milano la mostra: 'GIUSEPPE GARIBALDI. SULLE TRACCE DI UN MITO AL MUSEO DEL RISORGIMENTO'.
 
A cura di Roberto Guerri e Lucia Romaniello l'esposizione si snoda in 14 sale ognuna delle quali è dedicata ad un periodo della vita dell'eroe, dall'infanzia all'ultima impresa militare contro la Prussia, con dipinti, sculture in marmo e bronzo, incisioni, litografie, ricordi come l'abito di Anita, cimeli dei viaggi nel Mediterraneo, uniformi ed armi delle battaglie in Europa.
Il pubblico è qui coinvolto anche grazie ad alcuni interventi multimediali, accolto da personaggi raffigurati su pannelli che rappresentano i protagonisti del Risorgimento italiano: Garibaldi, Anita, Pisacane, Vittorio Emanuele II, Mazzini, Cavour, Cristina di Belgioioso, Manara, Carlo Cattaneo, Pio IX; queste figure vengono illuminate e grazie ad effetti speciali dialogano fra di loro.
Museo del Risorgimento - Via Borgonuovo 23
Fino al 27 Aprile 2008 ; orari: da martedì a domenica 9-13 e 14-17,30
Visite guidate, scuole: gratuito con prenotazione obbligatoria.
Tel. 02-88464175 per scuole dell'obbligo ; Tel. 02-45487399 per scuole superiori
Visite guidate adulti: Ad Artem; Tel. 02-6597728
Info. Tel. 02-88464180;
www.museodelrisorgimento.mi.it
(Per un approfondimento di testi ed immagini vedi: www.irmabianchi.it)

Leggendo attentamente fra le righe mi pare che l'eroe dei due mondi sia stato un personaggio straordinariamente umano e disinteressato con vedute eccezionalmente moderne nella sua concezione della società da lui propugnata al Congresso per la pace universale a Ginevra nel 1868:
 "Tutte le nazioni sono sorelle, la guerra tra loro è impossibile, tutte le querele che sorgeranno fra le nazioni dovranno essere giudicate da un Congresso......la religione di Dio è adottata dal Congresso. Intendo per religione di Dio, la religione della verità e della ragione, la democrazia sola può rimediare al flagello della guerra......".
Dette da un uomo d'armi queste parole sono un enorme monito ed un invito a non voler tirare Garibaldi sotto bandiere non sue.
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