![]() |
|
![]() |
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 14.01.2008
In breve:
La mostra - la prima dedicata in Italia esclusivamente a questo tema - è curata da Marica Milanesi e Rudolf Schmidt e presenta centoquarantadue opere, provenienti dal Museo Correr, dalla Biblioteca Nazionale Marciana e da collezioni private importanti, tra cui quella - notevolissima - dello stesso Schmidt, membro della Internationale Coronelli - Gesellschaft fuer Globen- und Instrumentenkunde (Società Internazionale Coronelli per lo studio dei Globi).
|
Venezia 14 gennaio 2008 (da una nota di cronaca ufficiale). La mostra - la prima dedicata in Italia esclusivamente a questo tema - è curata da Marica Milanesi e Rudolf Schmidt e presenta centoquarantadue opere, provenienti dal Museo Correr, dalla Biblioteca Nazionale Marciana e da collezioni private importanti, tra cui quella - notevolissima - dello stesso Schmidt, membro della Internationale Coronelli - Gesellschaft fuer Globen - und Instrumentenkunde (Società Internazionale Coronelli per lo studio dei Globi).
Da segnalare, tra i suoi punti di forza, l'eccezionale scoperta di Marica Milanesi nella collezione Correr dell'unico esemplare montato esistente al mondo di un prezioso e rarissimo globo cinquecentesco del cartografo Livio Sanudo (1520-1576) che si credeva perduto, ma il principale protagonista è il frate veneziano Vincenzo Coronelli (1650/1718), geografo, cartografo, inventore, editore e uno dei più famosi costruttori di globi del XVII secolo. Strumenti scientifici e macchine favolose, i suoi globi, generalmente in coppia (celeste e terrestre), ornavano le biblioteche di monasteri, di studiosi, di principi e sovrani.
Il percorso espositivo presenta inoltre altri straordinari esemplari, opere a stampa e congegni diversi ed è arricchito da materiali multimediali realizzati dal CIRCE-IUAV, in collaborazione con
Catalogo Electa a cura di Marica Milanesi e Rudolf Schmidt, con testi di Giandomenico Romanelli, Marica Milanesi, Rudolf Schmidt e Camillo Tonini.
Cos'è un globo? Una rappresentazione spaziale della Terra o del cielo, dipinta o stampata su una superficie sferica. Ma fin dall'antichità, e nel mutare delle conoscenze, la storia dei globi è strettamente legata a quella dell'astronomia, dai calendari Babilonesi alla cosmologia greca, da Tolomeo alle sfere armillari via via fino agli albori della modernità. Il più antico globo terrestre a noi pervenuto risale al fatidico 1492, ed è ancora basato su nozioni e credenze del mondo classico.
Da allora in poi, ogni viaggio apporta nuove conoscenze mentre è sui temi cosmologici che si sviluppa il fondamentale dibattito scientifico che - da Copernico (1473-1543) a Keplero (1571-1630), da Galileo (1564-1642) a Newton (1643-1727) - dà inizio all'era moderna del pensiero scientifico.
A questo periodo risale anche l'avvio dell'epoca d'oro dei globi terrestri avviato in Olanda dai grandi grafici ed editori Hondius e Blaeu e proseguito in Germania, Italia, Francia e Inghilterra nel corso del XVIII secolo, quando i globi terrestri e celesti acquistano importanza crescente. Strumenti di studio e di insegnamento, ben presto diventano anche ricchi oggetti ornamentali . Insigni pittori e incisori raffigurano le costellazioni sui globi celesti mentre cartigli decorati riempiono l'incognito di quelli terrestri. Elaborate sfere in metalli preziosi ornano le Wundernkammern, e vengono costruiti anche globi di eccezionali dimensioni. Se Vincenzo Coronelli è il più famoso sferografo del XVII secolo, ancora nel XIX il globo è una sorta di opera d'arte.
Di tutto questo la mostra dà conto in un percorso vasto e articolato in sezioni cronologico-tematiche.
Vincenzo Coronelli 1650-1718
Geografo, cartografo, inventore, editore, il frate veneziano Vincenzo Coronelli può essere considerato uno dei più famosi costruttori di globi del XVII secolo.
Famosi quelli realizzati nel 1683 per il Re Sole, Luigi XIV, destinati alla Reggia di Versailles, divenuti presto oggetto di curiosità come i più grandi costruiti fino ad allora.
Visse principalmente nella città lagunare, presso il Convento di Santa Maria Gloriosa dei Frari, dove fondò l'Accademia degli Argonauti, considerata la più antica società geografica del mondo.
Instancabile poligrafo ed editore, pubblicò nel
Livio Sanudo 1520-1576
Cartografo e costruttore di strumenti, produce col fratello Giulio, incisore, alcune delle opere geografiche più importanti pubblicate a Venezia nella seconda metà del Cinquecento, tra cui