Lissone, 22 gennaio 2008 (servizio di Fabio Giuliani, nostro corrispondente da Milano). Lissone, cittadina simpatica vicinissima a Monza nella bassa Brianza, annovera un importante Museo d'Arte contemporanea. Il luogo è inscindibilmente legato al celebre Premio Artistico, da tanti anni punto di riferimento per numerosi interpreti dell'arte nel ventesimo secolo con partecipazioni spesso poi rivelatesi anticipatorie di successo e fama. Tra i tanti passò di qui anche Giorgio De Chirico (se pure fuori concorso) nel 1952, l'ideatore dell'arte 'metafisica'. Proprio a lui e ad Alberto Savinio (suo fratello minore che prese, per distinguersi, tale 'nome d'arte') è dedicata in questo spazio espositivo la bella mostra in corso curata da Luigi Cavadini - direttore artistico della stessa galleria - con l'intento di mostrare una volta di più, anche con lavori praticamente inediti, similitudini e differenze tra i due protagonisti dell'arte italiana ed internazionale del ventesimo secolo.
Due figure singolari per l'originalità dei lavori proposti e la poliedricità espressa in vari settori creativi, oltre all'arte, nella musica e nella letteratura.
Nati in Grecia nel 1888 (De Chirico) e nel 1891 (Savinio), da genitori di origine italiana, dopo la morte del padre i due fratelli si trasferiscono in Germania, in Francia e quindi in Italia. Questo loro peregrinare influenzerà in modo evidente la ricerca artistica di entrambi specialmente riferita al tema del viaggio: dal trauma per un distacco alla gioia per un ritorno, stati emozionali poi spesso trasferiti sulla tela.
Tanto è stato scritto, dibattuto e mostrato di loro nel corso del Novecento con rassegne sia monografiche che collettive, interesse che prosegue tuttora da parte di pubblico e critica; abbiamo ancora bene in mente l'ultima grande mostra su De Chirico anche con prestigiosi arrivi internazionali a Palazzo Zabarella di Padova all'inizio del 2007 e quella su Savinio alla Fondazione Mazzotta di Milano.
Arriviamo ora, quindi, a questa rassegna comparativa che comprende capolavori non più esposti da anni con alcune 'prime' assolute; viene qui resa una volta di più l'importanza di De Chirico quale uno dei maggiori protagonisti delle avanguardie artistiche di tutto il '900 e le caratteristiche 'visionarie' di Savinio per il quale -come sottolineato nei suoi scritti - la pittura non era una mera riproduzione di elementi reali ma la traduzione in immagini di 'cose pensate'.
Vengono ulteriormente considerati molti aspetti del loro 'immaginario' tradotto in pittura tra visioni di piazze e di sculture antiche, nelle 'nature morte' come nelle composizioni con le figure 'manichini' che assumono vita propria.
La mostra '
Colloquio' (titolo preso a prestito da un'omonima opera di Savinio del 1932) intende confrontare la poetica, per molti aspetti simile e differente al tempo stesso, nella rispettiva produzione dei due 'Dioscuri' (dal soprannome assegnato a due 'figli di Zeus' nella mitologia greca) dagli anni Venti iniziando in modo 'parallelo' per proseguire poi nella loro specifica singolarità fino al 1952 (morte di Savinio) e agli inizi degli anni Settanta per il maggiore dei due scomparso nel 1978. Particolarmente interessanti sono altresì i rispettivi disegni che dimostrano una spiccata spontaneità realizzativa rispetto ai dipinti finiti.
Ai quadri esposti ( tra cui uno di De Chirico recentemente acquistato dalla città di Lissone) si aggiungono - inseriti in teche orizzontali - volumi di esposizioni passate, documentazione fotografica e iconografica; l'allestimento in Galleria comprende frasi tipiche dei due artisti sul loro concetto di arte e ne riportiamo alcune.
Giorgio De Chirico: "
Io nella parola 'metafisica non ci vedo nulla di tenebroso: è la stessa tranquillità ed insensata bellezza della materia che mi appare 'metafisica' e tanto più metafisici mi appaiono quegli oggetti che per chiarezza di colore ed esattezza di misure sono agli antipodi di ogni confusione e di ogni nebulosità." (1919)
Alberto Savinio: "
Chi ha visto le mie pitture, chi ha letto i miei libri, chi ha udito la mia musica, sa che mio unico compito è dare parole, dare forma e colori, e una volta era pure dare suoni a un mio mondo poetico."(1940) Ed anche pensieri critici dell'uno sull'altro, ad esempio:
Savinio su De Chirico: "Il pittore Giorgio De Chirico ha penetrato il 'mistero' della drammaticità moderna; i suoi quadri non riproducono la visibilità muta dell'oggetto scelto per la drammaticità del suo aspetto, della sua forma, della sua natura, della sua materia, della sua utilità. Egli giunge 'al di là' dell'oggetto stesso. Egli mette a nudo l'anatomia metafisica del dramma. E' il pittore moderno; ma più precisamente il 'mago moderno'. (1918)
De Chirico su Savinio: "
L'acume filosofico, la perspicacia ironica e psicologica, la forza lirica, evocatrice e narrativa degli scritti di Alberto Savinio trovansi anche nei suoi quadri." (1940)
La mostra è corredata da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale contenente, oltre tutte le immagini delle opere esposte, il saggio critico di Cavadini incentrato sulle differenze tra i due e quello della Pegoraro sulle influenze culturali e filosofiche che hanno caratterizzato i loro rispettivi percorsi e linguaggi nel fare arte.
Museo d'Arte Contemporanea - Viale Padania 6 (appena fuori dalla fermata della Stazione treni)
Fino al 27 Gennaio 2007 ; orari: feriali 15-19 (giovedì 15-23) ; sabato e festivi 10-12 e 15-19
Informazioni: Tel. 039-2145174 ; visite guidate: scuole e gruppi su prenotazione
Durante la mostra sono previste serate di approfondimento e conferenze sull'opera dei due artisti
(Ufficio Stampa UESSEARTE, Como: Tel. 031-269393)