
Articolo di: Media Release
Pubblicato il: 24.01.2008
In breve:
Nell'immaginario collettivo la calata dei Barbari in occidente segna la morte della civiltà romana, e l'inizio di un periodo buio segnato da lutti e violenze. La discesa dei Barbari però non fu improvvisa. Il popolo romano e quello barbaro avevano convissuto in modo conflittuale per lungo tempo e si erano in qualche modo conosciuti attraverso scambi e unioni.
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Venezia, 24 gennaio 2008. Nell'immaginario collettivo la calata dei Barbari in occidente segna la morte della civiltà romana, e l'inizio di un periodo buio segnato da lutti e violenze. La discesa dei Barbari però non fu improvvisa. Il popolo romano e quello barbaro avevano convissuto in modo conflittuale per lungo tempo e si erano in qualche modo conosciuti attraverso scambi e unioni.
Palazzo Grassi di François Pinault dal 26 gennaio ospita la mostra "Roma e i Barbari - la nascita di un nuovo mondo" che ripercorre dieci secoli di conflittuale coesistenza ma vuole mettere sotto i riflettori i lati positivi di questo scontro, "perché punto di partenza di una nuova storia segnata da integrità di culture diverse". E' una riflessione volta a considerare la storia passata, rievocando le origini barbare accanto alle radici greche, romane ed ebraico-cristiane, "ma è anche un invito al tempo attuale che presenta le stesse problematiche di convivenza". Dunque una mostra che ripercorre un ampio periodo (mille anni) e un vasto territorio (quasi tutto il continente europeo). Le opere in mostra sono circa 1700 (forse 2000 se vengono sommati i singoli pezzi di parure), 200 gli istituti prestatori provenienti da 24 paesi che comprendono Europa, Stati Uniti e Africa. Alcuni di questi lavori lasciano il loro paese per la prima volta e sono considerati in molti casi dei tesori nazionali. E' il caso del "Cofanetto di Teodorico", che per la prima volta dopo 1400 anni lascerà l'abbazia di Saint-Maurice in Svizzera per essere presentato a Venezia. Altri reperti sono frutto di scoperte recenti e vengono mostrati al pubblico per la prima volta. E' un esempio il "Piede monumentale in bronzo di Clermont-Ferrand" o il "Tesoro della tomba della dama di Grez-Doiceau di Namur", o ancora la "Lancia da parata di Cutry" (Moselle, Francia). Sono presenti anche gli "Scettri del Palatino" (Roma). Accanto agli oggetti archeologici i documenti manoscritti rari come il "Book of Mulling", gli "Evangeliari di Saint-Vaast" e di "Marmoutier", nonché il manoscritto "Un vangelo secondo San Giovanni" in miniatura, copiato in Italia tra il V ed il VI secolo, che costituisce un importante anello della catena nella storia della trasmissione di questo testo. A completare la mostra, tra i reperti storico archeologici anche dei dipinti del XIX secolo, che mostrano la visione romantica della relazione tra il popolo barbaro e quello romano. La mostra, curata da Jean-Jacques Aillagon, si può visitare fino al 20 luglio.
Roma e i Barbari, la nascita di un nuovo mondo
Dal 26 gennaio 2008 al 20 luglio 2008
Palazzo Grassi - Campo San Samuele - Venezia
Costo del biglietto: 10,00 euro
Prenotazione: Facoltativa
Telefono: 041.5231680
http://www.palazzograssi.it/roma/teaser_roma.htm