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La sensualità di Tiziano alle Gallerie dell'Accademia. Dopo Belluno e Pieve anche Venezia si dedica al noto maestro cadorino

Tiziano. Belluno Lultimo atto
Venezia, 27 gennaio 2008 (nostro particolare servizio). La mostra "Tiziano e la sensualità della pittura", in programma alle Gallerie dell'Accademia di Venezia dal 26 gennaio al 20 aprile è una grande occasione per completare una conoscenza che si era fermata a Belluno e a Pieve di Cadore (uff. stampa Villaggio Globale, comunicaz. Fabrica, allest. arch. Mario Botta, curat. Lionello Puppi, sponsor Regione Veneto, Provincia e Comune di Belluno e Pieve, Fondazione Cariverona..., catal. Skira). Peccato che nel Veneto ci siano ancora molti individualismi e per Tiziano non si abbia pensato di fare una cosa analoga a quella di Mantegna che aveva coinvolto ben tre città - Mantova, Verona e Padova, con il traino di Cittadella e Piazzola sul Brenta. Venezia ha accolto la proposta lanciata da Vienna che aveva programmato uno studio approfondito sulle opere di Tiziano in suo possesso. Così è nata la mostra. Uno studio fatto da altri, un catalogo che si è "impaginato" a Vienna e tradotto a Venezia. Nulla di speciale per come si intende oggi fare mostre e sponsorizzare giovani ricercatori per nuove letture ed allestire mostre con ulteriori supporti (libri, stampe, statue, documenti, curiosità, un po' di ambiente). La mostra di Tiziano che si è chiusa a Belluno e a Pieve di Cadore con il curatore Lionello Puppi ha il vantaggio di essere appunto stata all'insegna di questi principi. Peccato che qualcuno a Venezia si sia dimostrato "avaro". Oggi la mostra di Tiziano con 28 opere del grande maestro cadorino gioca un po' sul titolo "sensualità della pittura" e sul solito privilegio di trovarsi sul Canal Grande, dirimpettai di Palazzo Grassi, dove si sta svolgendo una colossale mostra su Roma e i Barbari. Si è visto che cosa significhi per la casa editrice del catalogo (molti non l'hanno ricevuto), lanciare la mostra ben un giorno prima della data fissata. "Se non ne approfittiamo ora che ci sono tanti giornalisti stranieri e italiani, difficilmente potremmo permetterci di averli qui con noi gratuitamente..." Un modo come un altro per farsi avanti nell'arcipelago della comunicazione. Il Tiziano ormai ha avuto il suo trionfo a Belluno e a Pieve di Cadore, che ci stava a fare un'altra sullo stesso periodo? Dall'Ultimo Atto di Belluno e Pieve all'Ultimo Tiziano delle Gallerie dell'Accademia. La mostra veneziana "non indica tanto il contenuto delle opere, in tutte 28, anche se alcune come "Ninfa e pastore" dal Kunsthistorisches Museo di Vienna, restituito al pubblico da un attento restauro, è uno degli esempi eccellenti di bellezza femminile, ma piuttosto è un nuovo modo di dipingere che Tiziano adotta a partire dal 1550, cioè negli ultimi 25 anni della sua vita" - così si legge nel comunicato stampa diramato dalla soprintendente speciale per il Polo museale veneziano. "La stesura del colore veloce, le pennellate dense, le forme che si scompongono, rappresentano una rivoluzione che anticipa certe soluzioni poi adottate dagli Impressionisti. "Pittura a macchia" l'aveva definita, all'epoca, il Vasari. Se la mostra dedicata all'ultimo Tiziano, appena conclusasi a Belluno, puntava a ricostruire l'attività del grande maestro e della sua bottega, questa che prende in esame lo stesso arco cronologico dal 1555 al 1576, anno della morte dell'artista, si affida soprattutto alle qualità delle opere". Un modo anche sbrigativo per fare mostre e sbaragliare tutti i possibili contendenti che non fanno parte della propria cerchia...
Tiziano. Belluno Lultimo atto Tiziano. Lultimo atto
La mostra è curata da Sylvia Ferino- Pagden del Kunsthistorisches di Vienna, da cui proviene, e della soprintendente Giovanna Nepi Scirè del Polo Museale di Venezia. (Catalogo Electa-Marsilio). Si suddivide in tre parti. Nella prima parte ci sono i ritratti tra cui quello di papa Paolo III (già visto a Belluno), dal museo Capodimonte di Napoli e quello del doge Francesco Venier, dal Museo Thyssen Bornemisza di Madrid. Poi vengono i temi profani (qualche volta a fianco di quelli religiosi), quelli commissionati dai ricchi clienti di Tiziano: dalla celebre Danae (già vista a Belluno) inondata da una pioggia d'oro (da Vienna) al drammatico "Lo squoiamento di Marsia " (già visto a Belluno), un prestito eccezionale dalla pinacoteca di Erzbistum (Repubblica Ceca). Nell'ultima parte, la più consistente, riguarda i temi religiosi: dall'emozionante "Ecce Homo" dalla Galleria Nazionale di Dublino al confronto tra le due Maddalene, una di collezione di privata, l'altra da Capodimonte. Il massimo della mostra, a parte i gusti personali per le donne tizianesche, corpose e sdraiate, è la "Pietà", quale ultima opera di Tiziano, una specie di "testamento spirituale" (opera che non è stata prestata a Belluno) che appartiene alle Gallerie dell'Accademia e che è stata di recente sottoposta a un intervento conservativo, a più di 20 anni di distanza dall'ultimo restauro.
Si spera che sia l'ultima volta che un grande maestro venga trattato in questo modo, cioè con freddezza e cinismo veneziano burocratico. L'entroterra dev'essere molto di più valorizzato e sempre in sintonia con il polo museale veneziano, altrimenti rimane capitale di se stessa e funge solo da richiamo per le allodole ....(turisti foresti).  
 
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