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Lucio Fontana con 16 sculture (1937-1967) allo spazio Amedeo Porro Arte Moderna e Contemporanea

Fabio Giuliani, corrispondente da Milano 
Milano, 2 febbraio 2008 (dal nostro corrispondente Fabio Giuliani). Chi avesse perduto l'occasione di vedere la straordinaria mostra 'Lucio Fontana. Scultore' da poco terminata a Mantova, al Castello di San Giorgio presso Palazzo Ducale, può rimediare recandosi a Milano nello spazio Amedeo Porro Arte Moderna e Contemporanea dove un video di 50 minuti viene proiettato durante la mostra in corso dedicata all'artista fino al 28 Febbraio. Percorriamo così le sale dell'esposizione mantovana in compagnia di Ninì Taurini Ardemagni (Presidente della Fondazione Lucio Fontana), Enrico Crispolti (curatore del catalogo ragionato dell'artista), Filippo Trevisani (Soprintendente di Mantova e qui curatore), Paolo Campiglio (curatore di diverse importanti mostre di Lucio in passato). Con interventi critici, ricordi, aneddoti da parte di queste guide attraversiamo le stanze del Palazzo gonzaghesco dove sono esposte le più note e straordinarie sculture dell'artista, per arrivare al finale suggestivo nella buia sala dell' 'Ambiente nero', illuminata solamente dalla luce della lampada di Wood, che Fontana allestì alla Galleria del Naviglio di Milano e che qui è stata felicemente ricostruita in una 'grotta' sotto le fondamenta del Castello.
Fra le opere esposte ora da Porro, tutte accompagnate da schede storico-critiche del curatore Paolo Campiglio, emergono: un busto femminile di ceramica smaltata e colorata intitolata 'Ritratto di fancuilla' prodotto ad Albissola nel 1952-53, le ceramiche policrome di Arlecchino e Colombina ispirate dall'opera goldoniana, una serie di 'vasi' con fori e tagli, alcune sculture in metallo della serie 'Nature-multipli' e 'Pillole', varie intuizioni di 'Concetto spaziale'.
Il volume che correda la mostra è di grande interesse per la comprensione dell'artista in quanto contiene due interviste fondamentali. Nella prima Enrico Crispolti intervista Gillo Dorfles, il 'grande vecchio' artista e critico che conobbe e apprezzò Fontana fin dagli anni Trenta. A Crispolti, che gli chiede che cosa sarebbe stato della sua arte se Fontana fosse stato solo scultore e non pittore, Dorfles risponde che la pittura di Fontana è una pittura da scultore; infatti il fatto dei tagli, il fatto dei buchi provengono da una sua vicenda spaziale, cioè dalla sensazione che l'arte del suo tempo doveva svilupparsi non sopra un piano ma sopra più piani. Quanto poi all'acceso dibattito critico tra 'astrazione' e 'figurazione' nella sua libertà Fontana si muoveva con grande disinvoltura fra una posizione e l'altra giacchè possedeva un proprio linguaggio plastico.
Conversando poi sul famoso 'Campione olimpionico', scultura dipinta totalmente ed uniformemente di bleu (esposta a Mantova), i due critici convengono che con questa tecnica l'artista ottiene lo scopo di contrastare una possibile lettura tradizionalmente naturalistica della figura umana poiché con il colore la spiazzava, così come poi nel 'Fiocinatore' tutto d'oro o nell' 'Uomo nero', opere diverse e del tutto inedite in confronto alla scultura del tempo...Marino Marini...Arturo Martini...Francesco Messina. Gillo Dorfles prosegue dicendo che il MAC (Movimento Arte Concreta), creato all'inizio degli anni Cinquanta da lui con Munari, Soldati, Monnet, fu il primo ad invitare Fontana vedendone l'importanza, tanto è vero che nella prima 'cartella' del MAC c'è un suo originale. Proseguono i due critici concordi sull'importanza di Wildt per Fontana, per cui il suo colore è sempre un colore astratto soprattutto per quanto concerne l'oro che usa negli anni Trenta.
Nella seconda intervista, a Milano, il 10 Ottobre 1967 Carla Lonzi dialoga con Lucio Fontana: qui l'artista sostiene che è la creazione il fondamento dell'opera d'arte, la tecnica ha un'importanza secondaria: "Io buco passa l'infinito di lì, passa la luce, non c'è bisogno di dipingere......tutti han creduto che io volessi distruggere, ma non è vero, io ho costruito non distrutto......".
 
Galleria Amedeo Porro Arte Contemporanea - Corso Manforte 23, Milano
Fino al 28 Febbraio 2008 ; orari: da martedì a sabato 10,30-14,30 e 15,30-19,30
Tel. 02-76398583 ;
www.amedeoporroart.it
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