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Il museo archeologico di Oderzo espone 450 nuovi reperti protostorici

Simbolismo verticale 
Oderzo, 31 gennaio 2008 (da una nota di cronaca locale). Verranno esposti per la prima volta al pubblico venerdì al Museo Archeologico, alcuni vasi restaurati provenienti dalle campagne di scavi archeologici che sono state condotte nell'area dell'ex stadio comunale di via Roma. L'esposizione sarà preceduta, a Palazzo Foscolo alle ore 18, da un incontro pubblico al quale interverranno Angelo Tabaro, segretario regionale alla Cultura, il Soprintendente Angela Ruta Serafini ed il conservatore del Museo Archeologico Francesca Ferrarini. L'illustrazione dei restari eseguiti sarà svolta da Camilla Sainati della Dedalo snc.
I reperti provengono dal deposito ceramico protostorico rinvenuto nell'area dell'ex stadio comunale. Zona dove adesso è sorto un condominio per conto dell'Ater, costruzione preceduta da una lunga ed intensa campagna di scavo. Coppe, scodelle, tazze, ma anche ceramiche importate dalla Daunia (l'antica Puglia settentrionale), molte delle quali elegantemente decorate. Il deposito, scavato tra il 2002 ed il 2003, ha restituito infatti più di 285mila frammenti, già oggetto di studio e di analisi. I restauri, di oltre 450 pezzi tra forme ricostruibili e frammenti, sono avvenuti grazie ai contributi della Regione Veneto e del Comune di Oderzo, e si sono conclusi lo scorso mese di ottobre. Dal 1° febbraio dunque il Museo archeologico si arricchirà di una nuova, importante collezione e sarà possibile ammirare vasi del I millennio a.C. presentati al pubblico per la prima volta. Gli scavi condotti nell'area dell'ex stadio sono stati fondamentali per comprendere la configurazione dell'antica Opitergium.
Fra i reperti di maggior rilievo, il primo è un corpo stradale d'orientamento "decumano" sul quale è reperita pure l'intestatura del "cardine" identificato in precedenti campagne, il cui percorso va attraverso le attuali piazze fino alle ex Carceri. Il secondo è un gruppo di elementi: muro con ampia nicchia, tracce di complessi edilizi a composizione varia e altri di cui fra tutti hanno spicco le fosse di fondazione di un edificio, che agli archeologici pare possibile identificare, sia pur con la dovuta cautela, come edificio adibito al culto. Il sottosuolo opitergino dunque continua a rivelarsi una miniera di tesori archeologici. Dopo il corposo nucleo di anfore rinvenute durante gli scavi del sottopasso Brandolini e dopo l'ex stadio, ora gli appassionati stanno attendendo con crescente curiosità la conclusione degli scavi al Fondo Furlanetto. In esso sono stati rinvenuti, tra gli altri, dei magnifici mosaici di colore blu.

 
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